Presentato il ricorso per la lista dei Fasci

Il municipio

Due elettori si rivolgono al Tar di Brescia tramite gli avvocati del Movimento 5Stelle. Negrini: «Difenderemo il seggio»

SERMIDE E FELONICA. Mentre a Roma il Movimento 5Stelle si schiera contro la proposta di legge che punisce l’apologia del fascismo, a Sermide e Felonica non cade nel vuoto l’appello di segno opposto dell’onorevole Alberto Zolezzi. Il parlamentare mantovano del movimento di Beppe Grillo alcuni giorni fa si era messo a disposizione per chiunque avesse voluto presentare ricorso contro l’elezione in consiglio comunale di Fiamma Negrini, presentatasi con la lista Fasci italiani del lavoro, caso che aveva mosso anche l’intyervento del rpesidente della Camera Laura Boldrini e del ministro dell'Interno Minniti. Due cittadini, per ora i loro nomi non sono noti, hanno accolto l’invito e sottoscritto il documento che martedì mattina è stato depositato al Tar di Brescia, ultimo giorno utile per il ricorso, come riportato dal settimanale Sermidiana.

Fiamma Negrini


Il ricorso è stato presentato dall'avvocato Paolo Morricone di Roma, coadiuvato dall'avvocato Pier Paolo Polese, sempre di Roma e con domicilio a Brescia. Entrambi sono fortemente legati al Movimento 5Stelle e sono stati nominati nello staff di supporto dei consiglieri regionali del Movimento nel Lazio. Il primo, in particolare, è stato delegato di lista della formazione di Virginia Raggi, poi eletta sindaco pentastellato di Roma dalla quale ha avuto diversi incarichi legali, mentre Pier Paolo Polese è avvocato di Davide e Federico Dante Casaleggio, figli dello scomparso Gianroberto Casaleggio, l’imprenditore fondatore del Movimento con Beppe Grillo e titolari della Casaleggio e associati.



Su che elementi ssi basa il ricorso? «I due cittadini ed elettori del Comune di Sermide e Felonica che noi supportiamo – spiega Morricone – contestano l'atto di proclamazione dei consiglieri comunali di Sermide e Felonica con l’intento di far dichiarare inammissibile la lista del Partito dei Fasci Italiani del Lavoro di conseguenza invalidare l'elezione di Fiamma Negrini che si era presentata con il simbolo dei fasci del lavoro. Noi ci basiamo sull'articolo XII delle disposizioni transitorie della Costituzione che vieta la riorganizzazione del Partito fascista e la cosiddetta legge Scelba del 1952. Il simbolo scelto dai Fasci del lavoro riproduce il simbolo del fascismo con il fascio repubblicano, contravvenendo a queste disposizioni di legge».

La lista è però stata presentata con lo stesso simbolo per la quarta volta consecutiva dal 2002. «Certo, secondo noi la commissione elettorale avrebbe dovuto estromettere al momento della presentazione delle liste elettorali, seguendo quanto disposto nelle istruzioni del Ministero dell'Interno non ammissibilità di simboli recanti richiami al Partito fascista e le precedenti pronunce giurisprudenziali – conclude Morricone –. In ogni caso prima di oggi non si poteva presentare ricorso, poiché la lista non aveva mai portato eletti in consiglio comunale, cosa che invece si è verificata questa volta».

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Cosa succederà ora? Il Tar potrebbe in base all'articolo 130 del codice amministrativo, provvedere alla correzione del risultato elettorale, estromettendo la lista in questione e nominando quale nuovo consigliere il primo dei non eletti della lista La Svolta, ovvero Renzo Bertazzoni. Solo nel caso non si potesse procedere alla sostituzione per successiva rinuncia dei 10 consiglieri non eletti quindi rendendo impossibile procedere ad una nuova attribuzione dei voti, si procederà ad annullare le elezioni. In tal caso si tornerà al voto nelle prossima primavera.

«Noi siamo stati eletti democraticamente – spiega Claudio Negrini, promotore della lista e padre di Fiamma – . E i 343 voti, il 10,42% non li abbiamo presi per il colore della nostra camicia, ma per il nostro programma elettorale. Il nostro simbolo è stato depositato in Tribunale a Mantova 17 anni fa e siamo un’associazione pienamente riconosciuta davanti a un notaio. Quel seggio è nostro perché la gente ci ha votato, ci difenderemo in Tribunale così come abbiamo presentato querele per la campagna contro di noi ad urne aperte. Ma se si ritorna al voto, modificherò il simbolo e ci ripresenteremo».
 

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