Un camerino in Ducale, il relax prima dello show

L'arrivo di Elton John a Mantova

L’arrivo nel pomeriggio a Villafranca con l’aereo privato, poi in auto fino in città. Un televisore come unica richiesta, al termine del concerto il ritorno a Nizza

MANTOVA. Una toccata e fuga durata una manciata di ore. La giornata mantovana di Elton John è trascorsa tra ingenti misure di sicurezza. Niente passeggiate o avvistamenti in centro, dunque. Una decisione facilmente pronosticabile alla vigilia, vista la rilevanza mondiale del personaggio, una vera icona della musica di tutti i tempi, e per i timori legati alla sicurezza. L’artista inglese è arrivato da Nizza, dove possiede una grande villa, con il suo aereo privato all’aeroporto di Villafranca nel primo pomeriggio. Un corteo di auto, scortato dalle forze dell’ordine, lo ha accompagnato fino in città.

L’ingresso dal Lungolago Gonzaga, per poi proseguire per piazza Arche, via Tazzoli e via Rubens. Le strade erano state precedentemente chiuse dagli agenti della polizia locale ed interdette al passaggio di pedoni, ciclisti e automobilisti. Ovviamente ad eccezione dei residenti. Imponente lo schieramento di forze dell’ordine, con controlli ad ogni varco. Tanti i fan incuriositi che hanno cercato di catturare una foto, ma l’auto con il cantante inglese è scomparsa in pochi secondi dalla vista di tutti. Parecchi anche i turisti incuriositi e un po’ spaesati che hanno dovuto compiere tragitti alternativi per raggiungere il centro storico.


Elton John è, poi, sceso dall’auto in piazza Lega Lombarda ed è entrato in Palazzo Ducale dall’Atrio degli Arcieri. Qui era stato preparato nei giorni scorsi un piccolo camerino, un’area nel quale il cantante potesse rilassarsi e concentrarsi in vista dello show. Nessuna richiesta da star, se non un televisore per svagarsi e un frigorifero con qualcosa da bere. Il cantante ha trascorso le ore prima del concerto in assoluta tranquillità, decidendo di non visitare le stanze della reggia dei Gonzaga.

«Noi eravamo disposti ad accompagnarlo nel caso avesse voluto - spiega il direttore Peter Assmann -. Ha preferito rilassarsi e raggiungere il giusto grado di concentrazione in vista della serata. Siamo felici di averlo ospitato, averlo a Mantova è stato magico. Tutte le città hanno uno stadio, ma piazza Sordello è unica».

Vista la chiusura delle strade e della piazza, la biglietteria del palazzo era stata spostata alla Casa del Rigoletto, con ingresso in piazza Castello. L’artista inglese è, poi, salito sul palco direttamente alle 21, senza effettuare il soundcheck. Dopo aver infiammato per due ore una piazza Sordello traboccante di entusiasmo, è ripartito alla volta di Villafranca.

Qui ha preso di nuovo l’aereo per tornare a Nizza. Dalla città francese oggi prenderà nuovamente il volo per raggiungere l’Austria, dove sono in programma le prossime due date del Wonderful Crazy Night Tour che lo sta portando in giro per tutta Europa. La prima questa sera a Klagenfurt, la seconda domani a Klam bei Grein.

Matteo Sbarbada
 

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