In carcere un laboratorio per il pane

Decolla “Sapori di libertà”: presto in via Poma prodotti da forno che saranno venduti a circoli, negozi e ristoranti

MANTOVA. Le marmellate di Rebibbia, i biscotti di Verbania, i panettoni di Padova e il torrone di Ragusa. Tutto prodotto e confezionato nei penitenziari di alcune città italiane. E venduto all’esterno. Progetti che mirano al reinserimento dei detenuti e a portare nei loro portafogli anche qualche euro.

E prendendo spunto da quelle iniziative, presto nel carcere di via Poma sarà allestito un laboratorio di panificazione all’interno dell’ex legatoria per sfornare prodotti da forno da vendere a clienti esterni. Il progetto, per il quale i lavori di predisposizione dei locali sono già iniziati con tanto di formazione dei detenuti, porta la firma dell’associazione Libra di Mantova, che ormai da tempo si occupa di legalità e sostegno delle persone in difficoltà.

“Sapori di libertà” – questo il nome del laboratorio – ha diversi obiettivi: il miglioramento delle condizioni di vita all’interno della casa circondariale di Mantova trasformando un ampio spazio inutilizzato in una cucina (per la preparazione dei pasti) e in un laboratorio artigianale alimentare con possibilità di produzione e rivendita dei prodotti di panificazione, l’investimento sulla riqualificazione professionale e lavorativa di alcune delle persone detenute con reale possibilità di inserimento lavorativo già intra muros, il coinvolgimento in un percorso di giustizia riparativa che possa favorire il reinserimento sociale e la sensibilizzazione della rete formale e informale del territorio. L’associazione capofila è Libera Onlus, che si è avvalsa della collaborazione del carcere, dell’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna di Mantova e Cremona, dell’istituto Fde e del sostegno di Fondazione Cariverona, Fondazione Comunità Mantovana Onlus, Fondazione Banca del Monte di Lombardia e Banca D’Italia. Particolarmente soddisfatta la direttrice del carcere di Mantova Rossella Padula, che da subito ha appoggiato ed approvato le finalità dell’iniziativa di Libra guidata dal presidente Angelo Puccia.

La presenza di un laboratorio artigianale di panificazione che preveda di vendere all’esterno i propri prodotti tramite commesse, spiegano da Libra, vuole significare l’importanza del lavoro come strumento di integrazione sociale. Dopo l’ok dell’amministrazione penitenziaria, per quanto riguarda i lavori, è arrivato anche il via libera del Comune (Sportello unico per le imprese e i cittadini) e della soprintendenza per i beni architettonici di Brescia. Al momento nel progetto, che contempla anche il rifacimento della cucina, sono coinvolti nove detenuti tra quelli che già lavorano ai fornelli. Stanno facendo un corso di formazione per la sicurezza che terminerà all’inizio del prossimo anno.

Una volta ultimati i lavori si presume che nel laboratorio di panificazione troveranno lavoro 4-5 detenuti. Intanto, però, l’associazione sta già facendo girare la voce per trovare commesse e in futuro vendere i prodotti all’esterno come stanno già facendo altri penitenziari italiani.


 

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