Nove indagati nel Movimento dei Fasci

Sermide e Felonica. Scattate perquisizioni domiciliari in tutta Italia. Per tutti l’accusa di ricostituzione del partito fascista

SERMIDE E FELONICA. Fiamma Negrini, consigliere comunale eletta a Sermide e Felonica con 343 volti (il 10,42%), il padre Claudio ed altri 7 esponenti nazionali fondatori del Movimento Fasci italiani del lavoro sono indagati per ricostituzione del partito fascista. Contestate la violazione della cosiddetta Legge Scelba e della XII disposizione finale della Costituzione italiana che non consentono la rinascita del disciolto partito mussoliniano, anche sotto altre forme. Eseguite dai carabinieri otto perquisizioni domiciliari da Palermo, a Verona, a Bologna e Rapallo (Ge) nel corso delle quali sono stati sequestrati documenti relativi all’attività del movimento. L’inchiesta è seguita dal capo della Procura di Mantova Manuela Fasolato. Nei prossimi giorni i difensori degli indagati presenteranno una memoria difensiva.

L’indagine ha preso le mosse dalla elezione in consiglio comunale di Fiamma Negrini, 20 anni, figlia dello storico esponente locale del Movimento fasci italiani del lavoro, Claudio. Elezioni sulla quale è intervenuta la presidente della Camera Laura Boldrini invitando il ministro dell’Interno marco Minniti ad una vigilanza sulla legittimità dell’elezione. La commissione elettorale circondariale che ha validato l’accettazione della lista, che nel proprio simbolo contiene il fascio repubblicano, è stata sciolta dal prefetto. La lista dei fasci si è presentata a Sermide per la quarta volta dal 2002, anno nel quale è stata per la prima volta accettata alla competizione elettorale.


Oltre ai due Negrini, gli altri indagati sono i fondatori del Movimento. Elvira Tormene di Rapallo (più volte in lista con Negrini) ed il fratello Nestore (nel frattempo deceduto); Sergio de Biasio e Simone Grazio, entrambi di Verona, Pasqua Lombardo di Bologna, Marco Piraino di Palermo, ex esponente di Fascismo e Libertà ed oggi referente del centro studi mussoliniani “Il covo”, oltre che della Biblioteca fascista di Palermo. Sempre nel capoluogo siciliano, indagato il presidente del movimento, lo psichiatra Giuseppe Ridulfo.

«Il simbolo è riconosciuto da 20 anni e così le liste, presentate in tutta Italia. Questa è un accanimento», il commento di Claudio Negrini. Che con la figlia Fiamma è difesa dall’avvocato Federico Donegatti, con studio a Lendinara (Rovigo): «Presenteremo una memoria difensiva. Il movimento certamente si rifà a temi come il corporativismo, che hanno fatto parte del fascismo. Ma non c’è assolutamente ricostituzione del partito. Siamo nel campo della libertà di espressione. Considerando anche il fatto che il simbolo non è il fascio littorio, ma quello repubblicano. Purtroppo stiamo assistendo ad una caccia al fascista nei confronti di persone democratiche e di un consigliere ventenne democraticamente eletto dai cittadini di Sermide e Felonica».
 

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