Diga nel Mincio per far passare una chiatta

L’operazione di Aipo per consentire il trasporto di due reattori della Belleli a Marghera e poi in Russia

GOVERNOLO. Aipo batte siccità 1-0. Verrebbe da dire così nell’annunciare l’operazione messa in campo dall’Aipo, in un periodo di grande magra per fiumi e laghi, per consentire ad una chiatta con due reattori costruiti dalla Belleli per la Russia di raggiungere il canale navigabile Canalbianco Fissero Tartaro attraverso il Mincio.

È successo ieri per il trasporto organizzato dalla Fagioli, che ha caricato due reattori da 900 tonnellate della Belleli per portarli prima a Marghera e, da qui, in Russia. La partenza dalla darsena privata che l’azienda ha sul lago è avvenuta mercoledì 26 luglio a mezzogiorno; l’arrivo a Marghera è previsto per la mattina del 28  (qui i due manufatti verranno poi trasbordati su una nave marittima).


Il problema per la chiatta della Fagioli era raggiungere dal Mincio la conca di San Leone e, da qui, il canale navigabile, in un periodo di secca come l’attuale. A questo punto è scattata l’operazione dell’Aipo che ha creato uno sbarramento artificiale con dei massi, una cosiddetta tura, nei pressi della foce del Mincio nel Po. La diga ha provocato un innalzamento del livello dell’acqua del Mincio che ha consentito al natante di percorrere il tratto che congiunge Governolo con la conca di San Leone e immettersi nel canale navigabile.

Spiega Riccardo Bernini, dirigente della Fagioli, gruppo internazionale specializzato nella logistica e nel trasporto fluvio-marittimo: «Con quella diga il livello del Mincio si è alzato di un metro e 70 centimetri per circa tre chilometri, la distanza tra la conca di Governolo e lo sbarramento. Questo ha garantito la congiunzione tra la conca di Governolo e la conca di San Leone, che si trova a monte dello sbarramento. Una volta entrati nella conca di San Leone ci si è immessi nel canale Fissero Tartaro dove il cosiddetto tirante d’acqua è garantito tutto l’anno».

Una manovra che si rende necessaria perché non è ancora terminata la conca di Valdaro che, una volta in funzione, collegherà direttamente i laghi di Mantova con il canale navigabile. «E allora - osserva Bernini, responsabile tecnico delle chiatte del settore fluviale e marittimo della Fagioli - non servirà più costruire delle dighe mobili a mo’ di castori». Un ringraziamento dovuto all’Aipo, l’Agenzia interregionale del fiume Po, «che a proprie spese ha costruito la diga che poi rimuoverà nei prossimi giorni», chiude Bernini. (Sa.Mor.)
 

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