Un piano per San Nicolò. Venti disabili trovano casa

Nell’area dell’ex campo di prigionia alloggi in affitto e posti letto per i casi gravi.   In consiglio comunale lunedì 31 luglio il passaggio di proprietà del capannone all’Aspef

MANTOVA. Mantova hub non sarà solo l’occasione per recuperare una porzione consistente di città, ma anche lo strumento per offrire un servizio a chi non è in grado di badare completamente a se stesso. In uno dei cinque capannoni dell’area di San Nicolò, il cuore del progetto di ricucitura del tessuto urbano assieme a Fiera Catena, sorgerà la nuova comunità per disabili gestita da Aspef, l’azienda servizi alle persone e alle famiglie del Comune di Mantova.

L’edificio che verrà recuperato affaccia sul lago ed è quello più vicino alle case, e cioè «quello più lontano alla zona del vecchio cimitero ebraico – tiene a precisare il presidente dell’Aspef Vinicio Fiorani – in posizione ideale per noi perché ci consente di accedere con mezzi vari di trasporto senza calpestare l’area delle vecchie sepolture».

Una manifestazione di sensibilità verso la comunità ebraica che fa onore al dirigente dell’azienda. Oggi in consiglio comunale (ore 18.30) avverrà il passaggio di proprietà dell’immobile dal Comune all’Aspef , con un diritto di superficie della durata di 99 anni. In aula, per la cronaca, si parlerà anche di equilibri di bilancio e, con una interrogazione del centrodestra, di sicurezza urbana.



Quel capannone di 650 metri quadrati accoglierà dieci disabili gravi da inserire nella comunità (i sei che attualmente si trovano nella vecchia sede di viale Gorizia, in città, più altri quattro) e altri dieci del futuro programma ‘Dopo di noi’ in grado di vivere da soli. «Oggi in viale Gorizia – dice Fiorani – ospitiamo sei disabili in 200 metri quadrati e la struttura ormai è al limite, senza alcuna possibilità di ampliamento. Con dieci posti ottimizzeremmo la struttura: basti pensare che oggi il personale in servizio è adeguato per assistere dieci persone».

Nell’edificio saranno ricavate quattro stanze doppie e due singole, ci saranno zone comuni per i pasti, il televisore e per le varie attività che gli ospiti svolgono seguiti costantemente dagli operatori. «Saranno locali attrezzati, molto moderni e funzionali» dice orgoglioso Fiorani. Aspef ha già pensato alla retta che gli ospiti pagheranno: 120 euro al giorno.

«La retta sarà uguale per tutti – spiega il presidente – e l’ammontare è dato dal fatto che l’assistenza è impegnativa e la struttura in cui verrà data sarà all’avanguardia. La peculiarità è che siamo riusciti a mantenere la comunità disabili all’interno della città come adesso. I nostri disabili ogni giorno vengono accompagnati in parrocchia, al bar, in giro; vivono la città inseriti nel contesto sociale. A San Nicolò manterranno queste prerogative».

Il capannone sarà soppalcato. Il piano superiore, dunque, verrà utilizzato per dare un servizio innovativo che non ha eguali in provincia: «Ricaveremo cinque appartamenti con terrazza vista lago per il cosiddetto ‘dopo di noi’ – annuncia Fiorani – verranno affittati a persone, due per ogni alloggio, che non hanno gravi disabilità e che, quindi, possono vivere da sole, lavorando, in un ambiente straprotetto, visto che di notte l’operatore in servizio alla comunità disabili al piano di sotto sarà a loro disposizione».

L’investimento che Aspef si appresta a fare è di un milione e mezzo di euro: «Il nostro business plan garantisce che la struttura starà in piedi dal punto di vista economico. Accenderemo un mutuo e aderiremo a vari bandi di fondazioni e altri enti. Sarà una struttura moderna in cui basta la parola Aspef per garantire l’elevata qualità dei servizi erogati».
 

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