Il silenzio di Radio Base: chiude dopo quarant’anni

L’emittente storica cede la frequenza, ma continuerà le trasmissioni sul web. La presidente Dalcore: «Ci siamo dovuti fermare prima di avere i conti in rosso»

MANTOVA. Cala il silenzio su Radio Base. Tra pochi giorni l’emittente di via Parma spegnerà i microfoni dopo la cessione della frequenza a un altro gruppo radiofonico.

Dopo quarant’anni di vita: quaranta stagioni di ininterrotte trasmissioni quotidiane animate da tante voci mantovane, almeno 180, che hanno scritto un pezzo dell'informazione e dell'intrattenimento via radio.


La notizia dello stop di Radio Base sull’Fm (resterà viva sul web, ndr) è stata comunicata ai radioascoltatori direttamente sul sito internet dell'emittente attraverso l'editoriale di Roberto Storti, tra i fondatori della radio, dal titolo "Radiobase spegne i microfoni. Fu vera gloria?”. «Se non é domani - scrive il conduttore radiofonico - é tra qualche giorno o qualche settimana e su questa frequenza sentirete altra musica e altre voci perché abbiamo deciso di cedere il ramo d’azienda che riguarda la radio, ad altra impresa. A coloro che attoniti ci chiedono se abbiamo fatto di tutto, rispondo che abbiamo percorso ogni strada possibile per tenere in vita una esperienza che dura da più di 40 anni ma non ci sono più i margini per sopravvivere».

Sull’acquirente della frequenza nessuno si sbilancia e nemmeno l’attuale presidente Valeria Dalcore ritiene giusto divulgare il nome prima della firma del contratto: «Serviranno ancora alcuni giorni e poi vi diremo, nel frattempo il nostro palinsesto sarà solo musicale». Già da giorni, però, voci di corridoio indicano nella modenese Radio Bruno la nuova emittente che prenderà il posto di Radio Base sulla frequenza Fm 103.2.

Intanto, c’è stato il passaggio di consegne tra la presidente Dalcore e l’amministratore unico Roberto Storti, primo presidente e fondatore della radio. «Abbiamo ritenuto giusto – spiega la Dalcore – che questo delicato momento fosse gestito da una figura storica della radio».

La decisione di cedere la frequenza, spiega ancora la giornalista, è stata presa anticipando quelli che sarebbero potuti diventare in futuro problemi economici e di mercato.



«Ci siamo resi conto – sottolinea la Dalcore – che la gestione di una radio come la nostra non era più sostenibile. In poche parole non riuscivamo più a vivere con la pubblicità. Ci tengo però a sottolineare che non abbiamo debiti o conti in rosso, abbiamo smesso prima che questo potesse accadere. Ringrazio tutti i nostri collaboratori e arrivederci sul web».

Radio Base è da tempo gestita in forma cooperativa e conta una decina di soci, due dipendenti e decine di collaboratori.

Era il 1976 quando un gruppo di giovani fondò Radio Base. Da quel giorno sono trascorsi 40 anni. Radio Base è nata in una corte di campagna, a Soave. Seguì il tempo dell'ex macello - ora biblioteca Baratta - dove le pareti furono insonorizzate con metri di portauova di cartone. L'avventura proseguì con il trasferimento all'attuale palazzo di San Sebastiano e infine nell’attuale sede di via Parma 18.

Da ricordare anche Anna Pasolini, presidente per 24 anni, e Fabrizio Malvezzi, vice presidente e tra i fondatori.
 

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