Profughi, in arrivo 80 posti in 8 Comuni per il progetto Sprar

Bando da 683mila euro del Consorzio progetto solidarietà. Case, corsi di italiano e avviamento al lavoro peri rifugiati

MANTOVA - AAA... posti cercansi per l’accoglienza in otto Comuni di 39 immigrati che hanno già ottenuto protezione internazionale e, quindi, lo status di profughi. È quanto prevede il bando emesso dal Consorzio Progetto solidarietà, presieduto dall’assessore al welfare di Mantova Andrea Caprini, che ha sostituito la Provincia nella gestione del progetto Sprar.

Entro le ore 12 del 31 agosto i soggetti del terzo settore (cooperative sociali, associazioni di volontariato, enti di promozione sociale) interessati ad avviare un partenariato con il Consorzio potranno avanzare la loro offerta per gestire dal 1° ottobre 2017 al 31 dicembre 2019 le 39 persone, lo stesso numero del precedente programma scaduto a fine 2016, e predisporre un progetto che consenta di accoglierne altre sino ad un massimo di 80, come chiedono Anci e Ministero dell’interno.

L’appalto ha un valore di 683.871,75 euro ed è suddiviso in quattro lotti corrispondenti alle aree di coprogettazione e gestione: presa in carico integrata; gestione degli alloggi e autonomia abitativa; alfabetizzazione e supporto transculturale; assistenza diretta e socializzazione.

I soggetti del terzo settore potranno presentare offerte per tutti i lotti, per uno solo o per singoli lotti e dovranno partecipare al cofinanziamento per almeno il 10% del valore. L’appalto sarà aggiudicato al concorrente che per ciascun lotto avrà ottenuto il punteggio più alto. Le abitazioni, completamente arredate, dovranno essere individuate solo nei Comuni di Asola, Castel Goffredo, Castiglione delle Stiviere, Curtatone, Guidizzolo, Mantova, Medole e San Giorgio. Si tratta dei Comuni che hanno aderito all’accordo territoriale per il progetto Sprar, il sistema di protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati.

Con gli oltre 683mila euro, e altri fondi propri, le associazioni del terzo settore dovranno garantire l’«accoglienza integrata». Il bando spiega, nei dettagli, che cosa è: «Interventi materiali di base (vitto, alloggio) insieme a servizi volti al percorso di inclusione sociale, funzionali alla riconquista dell’autonomia individuale quali: l’assistenza sanitaria e psicologica, l’orientamento-accompagnamento sul territorio, la consulenza legale, i servizi di interpretariato e mediazione culturale, i percorsi individuali di inserimento lavorativo, l’insegnamento della lingua italiana, l’integrazione abitativa, le attività di socializzazione, con attenzione particolare alle categoria vulnerabili».

Il lotto più consistente (288mila euro in tre anni) è quello più consistente: chi se lo aggiudica deve garantire operatori sociali, un legale, il coordinatore di équipe multidisciplinari, l’orientamento e l’informazione legale e il supporto psico-sanitario. Chi garantirà la gestione degli alloggi (215.437,50 euro) dovrà trovarli negli otto Comuni e garantire una serie di servizi. Chi si occupa di alfabetizzazione (112.500 euro) dovrà organizzare corsi per l’apprendimento della lingua italiana e fornire il necessario materiale didattico. Infine, per l’assistenza diretta e la socializzazione volta a favorire l’inserimento sociale del profugo sono previsti 67.934,25 euro. (Sa.Mor.)
 

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