Negli ospedali è crisi posti letto, Sos della Cisl: "Ne mancano 252"

Infermiera al lavoro in un reparto (foto archivio)

Il segretario Perboni analizza i dati Ats: «Per i pazienti acuti siamo siamo sotto la soglia definita dal ministero». Va meglio per riabilitazione e lungodegenza. Duro attacco alla riforma: «La rete territoriale promessa è carente»

MANTOVA. Continua la crisi di posti letto negli ospedali mantovani. Siamo ben al di sotto della soglia ministeriale e delle media lombarda per i pazienti ricoverati, i cosiddetti “acuti” e leggermente al di sopra per la riabilitazione e la lungodegenza. A conti fatti mancano almeno 252 posti. L’ultima denuncia in ordine di tempo arriva dalla Cisl, che ha analizzato nel dettaglio i dati forniti dall’Ats Val Padana. «Non ci siamo – sottolinea il segretario della Cisl Asse del Po, Dino Perboni – e nemmeno la riforma regionale varata più di un anno fa riesce ancora a colmare il deficit di letti nella nostra provincia».

I numeri parlano da soli: con il decreto ministeriale numero 70 del 2015 il legislatore ha classificato gli ospedali in base ai livelli gerarchici di complessità della risposta specialistica, ma ha anche stabilito lo standard del rapporto posti letto per mille abitanti, portandolo a 3,7% (3,0% per acuti e 0,7% per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie).

Dino Perboni


Le indicazioni del ministero comprendono sia i posti pubblici che quelli privati accreditati, che concorrono alla dotazione totale di letti in ogni Regione. «La composizione così costruita – sottolinea Perboni – non fa emergere alcuni problemi che finiscono per avere una conseguenza diretta sia sull’organizzazione complessiva della rete ospedaliera, sia sulla capacità di risposta alle richieste di emergenza-urgenza. In Lombardia, la cui sanità è ritenuta qualitativamente tra le migliori, si riscontrano disomogeneità nella distribuzione dei posti letto». Il dato medio regionale è pari 3,26 posti letto ogni mille abitanti.

«Quindi – riprende il segretario Cisl – leggermente superiore a quando indicato dal decreto ministeriale. Se però si analizzano le singole realtà territoriali si evidenzia come in provincia di Mantova non si raggiunge la soglia del 3,0%. Infatti, su una popolazione di 413.894 abitanti i posti letto per acuti sono, fra strutture pubbliche e private, 989 su un totale di 1.312 posti letto. Il che comporta un 2,4% di posti letto, contro la media regionale del 3,26% e comunque inferiore al 3% indicato dal ministero».

Per quanto riguarda invece la situazione dei letti di riabilitazione e lungodegenza, il cui rapporto fissato dal ministero deve essere pari allo 0,7%, la media regionale è dello 0,86%. «In provincia di Mantova – prosegue Perboni – i posti letto, sempre fra pubblico e privato, sono 323 con 0,78% per abitante, una dotazione di poco superiore a quanto stabilito dalla normativa».

Dai posti letto alla riforma sanitaria. Perboni ricorda che alla base della rivoluzione voluta dal governatore lombardo Roberto Maroni c’era anche la diversificazione dei singoli presidi ospedalieri, realizzando una rete in grado di porre in connessione le strutture per acuti, a seguito delle dimissione dai reparti, con le strutture post-acuzie del territorio.

Gli strumenti? I Pot (Presidio ospedaliero territoriale) e i Presst (Presidio socio sanitario territoriale), modelli organizzativi utili anche per risolvere la carenza di posti letto. «Ebbene – continua il sindacalista della Cisl – nel Mantovano risultano due Pot in corso di realizzazione a Bozzolo e a Suzzara), altri due da realizzare a Mantova e a Castiglione e uno allo studio a Pieve di Coriano. Riguardo ai Presst se ne prevede solo uno a Goito. Tutto ciò non basta e la rete va rafforzata. Considerata la densità di pazienti cronici in diverse aree della nostra Provincia, riteniamo che si debba prevedere almeno un ulteriore Presidio ospedaliero territoriale nell’ex distretto di Asola, un Presst nella zona del Destra Secchia e uno nel distretto di Mantova. In questo modo – tira le conclusioni Perboni – si realizzerebbe una rete di offerta capace di ridurre il gap di posti letto nel Mantovano rispetto al dato regionale e di rispettare le indicazioni del legislatore».
 

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