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Indagine sull’indifferenziato, in 300 non usano la chiavetta

L’amministrazione ha deciso di mandare lettere a questi utenti con la richiesta di un’autocertificazione che specifichi le motivazioni del mancato utilizzo.

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L'assessore Antonio Bernardelli 

SAN BENEDETTO PO. Per il corretto uso della chiavetta elettronica del secco, che costituisce il residuo non riciclabile della raccolta differenziata, il Comune ha ideato un piano informatico e tecnico che ha permesso la verifica del suo utilizzo. Lo scopo è migliorare la raccolta e mantenere i costi del servizio.

«A fronte di una differenziata che si attesta all’82%, per la quale va il plauso ai nostri concittadini - esordisce l’assessore all’ambiente Antonio Bernardelli - l’amministrazione intende correggere un atteggiamento sbagliato nei confronti della raccolta del secco-indifferenziato. Dall’indagine è infatti risultato che, su circa 3.500 chiavette distribuite, sono state individuate trecento utenze che non hanno mai usato il dispositivo per aprire il cassonetto del secco. A questo punto l’amministrazione ha deciso di mandare lettere a tali utenti, con la richiesta di un’autocertificazione che specificasse le motivazioni del mancato utilizzo».

L’assessore spiega che, di questi trecento, circa duecentocinquanta cittadini hanno risposto alla richiesta con motivazioni che si possono raggruppare in tre categorie.

Per un 10-12% si tratta di utenze che non producono secco, ma solo carta e plastica come le poste, le associazioni agricole e di volontariato; per un 35% si tratta di persone che utilizzano le chiavette di parenti o vicini di casa; i rimanenti, un po’ più del 50%, vanno direttamente all’isola ecologica a portare i loro rifiuti indifferenziati.

«In queste motivazioni – commenta Bernardelli – non si nota una contrarietà alla raccolta differenziata, quanto piuttosto una scelta sbagliata nel conferimento. Il modo corretto è, infatti, quello di utilizzare il cassonetto per ogni residuo non differenziabile che passi attraverso la bocchetta. Questo assicura anche un piccolo risparmio sul costo della raccolta. Solo nel caso di ingombranti, il corretto smaltimento è il deposito presso l’isola ecologica».

Secondo l’assessore l’azione intrapresa ha avuto un valore educativo, non è stata coercitiva, poiché «ha valorizzato il confronto tra l’amministrazione e i cittadini, che in gran parte si sono recati direttamente all’ufficio tecnico, segnalando, tra l’altro che due cassonetti del secco erano fuori uso».

Pochissimi hanno preferito inviare via posta o via mail la loro autocertificazione. Per questo l’amministrazione intende ringraziare tutte quelle persone che si sono presentate, facendo notare che gli uffici dedicati sono sempre disponibili per informazioni o richieste.

Per quelle cinquanta utenze che non hanno risposto si farà il passo successivo di un contatto telefonico. Probabilmente si tratta di persone non più residenti o che hanno difficoltà con la lingua italiana.

Oriana Caleffi
 

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