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Mantova, una città in divieto: quasi 10mila multe dall’inizio dell’anno

Da gennaio a metà luglio sono stati staccati 9.800 verbali. Raffica di auto parcheggiate in Ztl senza permesso: 566

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Pieno di turisti e la sosta selvaggia la fa da padrone: 50 multati

MANTOVA. Capitale della cultura, della gastronomia e dello sport. E, volendo allargarsi, anche capitale della sosta selvaggia. A spingere Mantova sul podio, ben poco invidiabile, delle olimpiadi del divieto di parcheggio è il numero di verbali staccati dagli agenti della polizia locale – coadiuvati dagli ausiliari dell’Aster – in poco più di sei mesi, a partire dal gennaio di quest’anno: oltre 50 contravvenzioni al giorno. È vero che la città ha fame di parcheggi.

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Ma è vero anche che gli automobilisti in cerca di un posto dove sostare sono distratti, frettolosi e non di rado pigri, non ne vogliono sapere di lasciare la macchina e fare due passi. Il risultato? Gli agenti del comando di viale Fiume hanno staccato dal primo gennaio a metà luglio più di 9.800 verbali di divieto di sosta. Mica perché girino nella speranza di trovare vittime a cui attaccare un verbale al parabrezza, in realtà. Tanto che spesso e volentieri sono residenti e passanti a telefonare per chiedere il loro intervento quando ci sono auto lasciate in palese violazione delle regole di parcheggio.

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C’è divieto e divieto. Ci sono, ad esempio, scooteristi e motociclisti che sistemano il loro mezzo sul marciapiede: sono nove quelli multati in poco più di sei mesi. Decisamente pochi, frutto di qualche scooterista frettoloso che ha trovato occupato gli stalli destinati alle moto. Resta il fatto che uno scooter sul marciapiedi ostacola i pedoni. E, nel caso di un cieco o di una persona che ci vede poco, diventa una vera e propria trappola. Ci sono poi gli automobilisti che, se si tratta di parcheggio, non mancano di fantasia e nemmeno di faccia tosta. Si vedono di frequente auto con le ruote a cavallo del marciapiede, sotto cartelli di divieto di sosta con rimozione, davanti a cancelli dov’è segnalato in modo chiaro e inequivocabile che quello è un passo carraio e che qualcuno, dunque, entra ed esce di lì, proprio dove il narcisista del volante ha appena sistemato a mo’ di barricata, la propria vettura.

I numeri sembrano raccontare molto bene la spinta verso l’anarchia del parcheggio provocata dalla fame di posto auto. In poco più di sei mesi sono 134 i verbalizzati per sosta in passo carraio: per loro, se non c’è stato bisogno della rimozione, la sanzione è di 41 euro. Stessa multa per il centinaio di automobilisti sorpresi a sostare in seconda fila.

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Non mancano, e sono in buon numero, quelli che sfidano i mezzi pubblici e vanno ad appollaiarsi nelle zone bordate di giallo delle fermate riservate agli autobus dell’Apam. In questo caso sono gli stessi autisti dei bus a segnalare l’infrazione. Ai quasi 120 che da gennaio sono stati sorpresi nelle aree di fermata Apam è andato un verbale di 85 euro e un prelievo di due punti dalla patente. La medesima sanzione ai 135 automobilisti che in questa prima fetta dell’anno hanno parcheggiato, con spietata indifferenza verso chi è meno fortunato, negli stalli per disabili. C’è anche un insospettabile boom di affezionati del volante che, pur di parcheggiare, lasciano l’auto a cavallo delle strisce pedonali: oltre 190 quelli che da gennaio a metà luglio hanno invaso i passaggi zebrati. «Sono andato solo un attimo dal...». Poco conta giustificarsi, sono 85 euro. Quarantun euro, invece, per i 141 che hanno sostato in area pedonale.



E sempre quarantuno devono pagare, se non l’hanno già fatto, i 566 che – pur avendo un regolare pass per il transito – hanno parcheggiato senza permesso in zona a traffico limitato togliendo spazio a chi, pagando, avrebbe il diritto di occupare il posto.

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