“La pelle dell’orso”. Segato vince la decima edizione

Il regista Marco Segato

De Biasi scelto nella sezione documentari. A sorpresa il premio speciale a Sanguineti

MANTOVA. Il regista Marco Segato con il suo primo film La pelle dell'orso, con Marco Paolini, ha vinto la decima edizione del MantovaFilmFest. Lo ha deciso il pubblico che compilando le cartoline distribuite a ogni proiezione ha dato i voti, da 1 a 5. A sorpresa il premio speciale a Tatti Sanguineti. Ma c'è un altro vincitore, il regista Volfango De Biasi, scelto nella sezione documentari. E per la prima volta i due premiati sono venuti entrambi, un altro successo del festival. Segato è partito da Padova subito dopo lo spoglio seguito al film delle 18.30. De Biasi è stato scelto dalla giuria di esperti affidata a MyMovies.it.

Segato con De Biasi

Avvisato ieri mattina, il regista ha deciso di prendere il treno e venire a Mantova ieri sera, per la prima volta. «Mi fermerò un poco a fare il turista» ha detto ieri. Regista di successo, autore di film divertenti e di cassetta, come Natale con il boss e Natale a Londra. Dio salvi la regina, De Biasi ha sempre coltivato anche il filone sociale. È noto tra l'altro per la sceneggiatura di Venti sigarette dedicato alla strage di Nassirya. Con Crazy for football aveva giá vinto il David di Donatello. «Tutto è cominciato 10 anni fa con Matti per il calcio - spiega - in cui seguii una squadra messa insieme da uno psichiatra che crede che la legge Basaglia vada applicata in modo completo soprattutto per il reinserimento nella società. Il documentario girò il mondo e in Giappone piacque tanto che in pochi anni nacquero 600 squadre e furono indetti i campionati mondiali a Osaka».

La nazionale italiana si preparò con lo psichiatra Santo Rullo, un ex calciatore di serie A Enrico Zanchini come allenatore e il pugile campione del mondo Vincenzo Cantatore come preparatore atletico e Crazy for football racconta questa storia. «Sono molto contento di questo premio e che tante persone a Mantova abbiano voluto vedere il film. Regole chiare e condivise, l'impegno per un risultato comune come vincere una partita fa sentire uguali. Il movimento è antidoto alla staticità. Chi avesse perso il film potrà vederlo su Raitre il 10 settembre alle 23». Dopo le premiazioni con la famiglia Thun, da anni sponsor del festival, è stato proiettato Gli Asteroidi di Germano Maccioni, unico film italiano in concorso al Festival di Locarno, e a Mantova in anteprima italiana.

«È la storia - ha spiegato il regista - di tre ragazzi nell'Emilia-Romagna, piena di macerie economiche, ideologiche e spirituali». Non un film di fantascienza, anche se uno dei tre ragazzi ci si rifugia, ma di solitudine dei giovani senza prospettive che fanno pensare agli asteroidi che vagano per lo Spazio. Germano Maccioni, ospite della chiusura del festival del decennale, ha ricordato quando fu invitato la prima volta. «Era il 2009, il secondo anno, fui invitato in una saletta credo di Confcommercio, per il filmdoc Lo stato di eccezione dedicato all'armadio della vergogna. C'erano una trentina di persone e 5-6 organizzatori si erano messi tra il pubblico per sembrare di più. Compresi che dietro c'era una grande passione e da allora sono diventato amico del MantovaFilmFest, dove si respira un clima bellissimo».



E l'altra sera l'attore del momento, Lino Guanciale, che dopo la proiezione de I peggiori, presentato insieme a Mimmo Calopresti, è tornato e si e prestato alla richiesta di selfie. A mettersi in coda (durerà tre quarti d'ora) e poi in posa per la foto non solo ragazze e signore, ma intere famiglie con il padre e i bambini. Lino ha regalato sorrisi personalizzati a tutti e ha lanciato la proposta al MantovaFilmFest di far votare e premiare anche un attore o attrice: un regista e un interprete. L'idea è piaciuta subito ad Agostino Cenzato. Il gruppo organizzatore si sta interrogando anche sull'eventualità di ripetere qualche film poiché molti hanno espresso il dispiacere di non averli visti tutti.

Ieri il gran finale ha visto il film di Bertolucci forse più spettacolare, L'ultimo imperatore, fantastica finestra sulla Cina, e un viaggio nell'Italia del Novecento, con spezzoni muti a cui ha dato voce al pianoforte il maestro Daniele Firmati. Curiosità per i trucchi, gli effetti visivi, di Roberto Baldassari per il regista Louis Nero, l'ultimo film in concorso, La ragazza del mondo e il delicato This beautiful fantastic.



 

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