Udienza Lagocastello, ancora un rinvio

Tra gli imputati anche l’ex sindaco di Mantova Nicola Sodano, accusato anche di abuso d’ufficio e peculato

MANTOVA. Rimane per ora al palo – dopo un lungo palleggio tra Brescia e Roma – il processo sul caso Lagocastello, l’inchiesta sulla presunta corruzione per superare vincoli ambientali e artistici, origine del congelamento del progetto di un quartiere in riva al lago Inferiore. L’appuntamento con il giudice per le udienze preliminari di Roma che prometteva di definire il percorso della vicenda giudiziaria, stralciata dal faldone dell’inchiesta Pesci sulle infiltrazioni della criminalità calabrese nel Mantovano, si è conclusa in una manciata di minuti. Con l’unico risultato di definire la data della prossima udienza, l’11dicembre, che sarà aperta dal pubblico ministero a cui spetterà il compito di esporre esiti delle indagini ed elementi di prova.

Nella vicenda ci sono sette imputati: l’ex sindaco di Mantova Nicola Sodano, accusato anche di abuso d’ufficio e peculato), l’imprenditore edile di Levata Antonio Muto, l’ex presidente del Consiglio di Stato Pasquale De Lise, i due ex senatori di Forza Italia Luigi Grillo e Franco Bonferroni, l’ex consigliere comunale di Reggio Emilia Tarcisio Costante Zobbi e l’affarista veronese Attilio Fanini. Secondo l’accusa i sette, con diversi tempi e modalità, avrebbero esercitato pressioni su ministero e Consiglio di Stato per aggiustare la pratica Lagocastello, che prevedeva la costruzione di duecento villette e un hotel, e ottenere un improbabile sì ai lavori. «Per l’ex sindaco Sodano sceglieremo il dibattimento in aula, non abbiamo alcun interesse a forme di giudizio alternative» ha tenuto a precisare uno dei difensori, l’avvocato Sergio Genovesi.

 

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