Esperimento della Barilla. Un social media in azienda

A Castiglione via al doppio test: la app CollaborAction e il tablet nei reparti. Il neodirettore Bassi: «Gli scambi informativi aiutano la gestione dei processi»

CASTIGLIONE. Ventata innovativa allo stabilimento Barilla di Castiglione, il più grande in Italia e fra i primi in Europa nella produzione di biscotti e merendine da prima colazione. Fra le novità introdotte con l’arrivo del nuovo direttore Cinzia Bassi, 43enne piacentina, da 17 anni in Barilla, già direttrice di stabilimento a Cremona e prima ancora ad Ascoli, il progetto “CollaborAction” .

Una sorta, semplificando, di “Facebook” dedicato alla comunicazione all’interno dell’azienda. Un social media che permette a tutti di interagire per migliorare la funzionalità del ciclo produttivo segnalando in modo immediato modifiche operative, guasti, eventi inattesi. Punto di partenza è la digitalizzazione dei registri cartacei presenti in stabilimento, operazione già attuata a Cremona. «Il vecchio sistema prevedeva dei registri cartacei – spiega Bassi, da maggio alla guida del colosso castiglionese con i suoi quasi 320 addetti a tempo indeterminato –. Delle sorte di diari nei quali si annotavano i turni, le impostazioni, ma anche le modifiche o gli eventi inattesi. Il fatto è di questi registri era disseminata la fabbrica e non c’era modo di farli dialogare fra loro». Giovane e dinamica, la nuova direttrice ha subito introdotto il nuovo strumento attraverso cui gli addetti alla manutenzione, alla produzione, alla qualità e alla sicurezza si scambiano le informazioni di turno in turno e con i responsabili.

Cinzia Bassi

«Abbiamo sostituito la carta con tablet che le persone possono portare con sé all’interno dello stabilimento, fare fotografie, qualificare il problema e scatenare immediatamente delle azioni correttive coinvolgendo tempestivamente i team più opportuni. Ognuno – aggiunge la direttrice – porta così nel processo il proprio contributo con una sorta di democrazia dell’informazione». Ma non è tutto. Se il mondo digitale è quello che permettere di svolgere mansioni sempre più complesse utilizzando strumenti intuitivi ed a basso costo, la sfida più impegnativa è farlo rispettando diversità ed inclusione.

«Qui a Castiglione nel nostro stabilimento lavorano 17 nazionalità – spiega Silvia Bassi che è nel board diversity and inclusion di Barilla–. farle lavorare assieme con un obiettivo comune è una sfida sociale che un’azienda internazionale come la nostra sente sempre più forte. E sarà uno dei nostri punti di forza nel futuro». Un tema, quello dell’uguaglianza e dell’inclusione che se fa parte del Dna dell’azienda emiliana, oggi la pone all’avanguardia come gruppo che valorizza le differenze.

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