Più sicurezza al pronto soccorso: arriva anche la panic room

Il primario del pronto soccorso, Mario Luppi, con il suo vice Pier Paolo Parogni

Il primario Luppi spiega i cambiamenti che entreranno in vigore da ottobre. Percorsi obbligati, porte allarmate e una stanza per gli esagitati

MANTOVA. Un medico fisso al triage, un nuovo ambulatorio specialistico, porte chiuse apribili solo con il badge e la nascita di una panic room.

La rivoluzione che partirà ad ottobre al pronto soccorso del Carlo Poma è figlia di due urgenze: la sicurezza dei pazienti e degli operatori che operano nell’unità di emergenza ospedaliera e la necessità di creare un flusso unidirezionale dell’utenza. A spiegare i contenuti del progetto è il primario Mario Luppi, a capo anche del dipartimento di Emergenza-Urgenza dell’Asst


Dottor Luppi, perché tutto questo cambiamento al pronto soccorso?

«La trasformazione del reparto è stata studiata in funzione dell’andamento dei flussi dei pazienti e della loro tipologia, che è cambiata nel corso degli anni. Il trend di accessi si è più o meno stabilizzato, quella che invece è mutata è la tipologia del paziente, sempre più anziano, cronico, pluripatologico e complesso. Per dare un servizio adeguato ci sarebbe stato bisogno di più tempo e più risorse. L’ideale sarebbe avere almeno mille metri quadrati in più, ma purtroppo questo non è possibile perché lo spazio a disposizione rimane quello odierno».

Allora quali decisioni avete deciso di adottare?

«Siamo partiti da due necessità. La sicurezza di pazienti e operatori, anche dopo i recenti e gravi fatti di questa estate che hanno visto persone esagitate danneggiare i locali e minacciare medici e infermieri, e il bisogno di creare un flusso unidirezionale. Stiamo ovviamente parlando di un progetto sperimentale, che in corso d’opera potrà avere aggiustamenti e correzioni».

Che cosa vuol dire percorso unidirezionale?

«È semplice, si entra solo da una parte e si esce solo da un’altra. Un solo flusso, un percorso obbligato, in sostanza, che si concretizza in un maggiore controllo e più ordine. L’ingresso dei pazienti sarà dall’attuale porta di sicurezza della sala d’attesa e l’uscita avverrà solo tramite la porta blu del corridoio del pronto soccorso. Tutte le altre porte saranno chiuse, apribili solo con badge e allarmate».

E l’approccio diagnostico e terapeutico come cambia?

«Il paziente viene accolto nella sala triage, che avrà solo un accesso, contrariamente a oggi che ne ha due. Appena entrato si troverà di fronte alla postazione fissa del medico, che abbiamo deciso di spostare da uno dei due ambulatori interni, assistito dal pool di infermieri. Si parte dunque con il triage e la valutazione clinica. Dopodiché per il paziente si aprono varie possibilità: breve osservazione in triage (guardato a vista), ambulatorio interno, nuovo ambulatorio specialistico ricavato all’interno del pronto soccorso, sezione diagnostica, Osservazione breve o reparto. In ogni caso il percorso sarà più ordinato, con meno via vai di persone, compresi famigliari, amici ed accompagnatori. La postazione fissa del medico che visiterà subito il paziente all’ingresso ci consentirà di velocizzare accessi e smistamento».

È vero che dopo le aggressioni di questa estate da parte di pazienti ubriachi, sotto l’effetto di droghe e in preda a scatthi d’ira avete predisposto una sorta di “panic-room”?

«È vero, anche se noi preferiamo chiamarla stanza per i pazienti in stato di agitazione psicomotoria. Il locale è in allestimento a metà del corridoio in fondo al pronto soccorso, dopo l’ambulatorio dei codici bianchi e quindi giustamente defilato rispetto al resto del reparto. La stanza è completamente imbottita, insonorizzata, dotata di vetri e arredi atraumatici. La persona che sarà accompagnata in questa sala sarà sorvegliata per il tempo necessario da uno psichiatra e da un infermiere del dipartimento di salute mentale. Un’altra importante novità in materia di sicurezza è quella che il pronto soccorso è entrato a far parte della rete di coordinamento con le forze dell’ordine. In questo modo, puntualmente, segnaleremo le varie emergenze».
 

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