Un migliaio i ritardatari del sisma, via allo screening sulle domande

Le manifestazioni d’interesse test per verificare se siamo emersi tutti i danni del terremoto 2012. Anna Lisa Baroni: «Non è un bando che dà graduatorie: costruiremo i criteri per valutare chi aiutare»

MANTOVA. Sono circa un migliaio i cittadini che hanno presentato la domanda di vedere riconosciuti i danni causati dal terremoto del maggio-giugno 2012 anche dopo la scadenza dei termini. Quelle presentate in tempo utile, entro il 2014, erano state 4.705. La possibilità ai “ritardatari” era stata concessa dalla Regione Lombardia per verificare se esistessero casi di mancate presentazioni di richiesta danni dovute ai più svariati motivi. Non quindi una riapertura dei termini di presentazione, né un bando, ma una sorta di controprova finale, senza obblighi, di non aver lasciato nessuno indietro nel ristorno dei danni causati dall’evento naturale. Nella consapevolezza forse di essere partiti con un certo ritardo nel 2012.

«Il governatore lombardo Maroni lo aveva detto a chiare lettere: nessuno resterà escluso – spiega Anna Lisa Baroni, delegata regionale per il terremoto –. E per questo abbiamo fatto una sorta di appello, in modo da capire se non vi fossero persone che per qualsiasi motivo, pur avendo subito danni, non avessero chiesto il legittimo ristorno di quanto patito». La numerosità delle risposte ha colto un po’ di sorpresa anche lo staff regionale guidato da Roberto Cerretti. Le manifestazioni di interesse dei singoli cittadini saranno vagliate una ad una. «Prima definendo dei criteri chiari di valutazione – prosegue la Baroni – perché le maglie sono sempre state rigide e nessuno ha avuto soldi che non gli spettavano. Faremo questa ricognizione entro ottobre dopo di che valuteremo il da farsi a riguardo».

Dentro alle richieste potrebbero nascondersi in effetti bisogni reali, come persone che nel periodo effettivo di presentazione delle richieste non hanno svolto le procedure richieste, ma che effettivamente hanno subito un danno, o meno come chi abbia avuto una domanda bocciata oppure abbia eseguito i lavori di ripristino autonomamente.

Ma il fronte terremoto non è fermo. Dopo la pausa agostana, gli sforzi sono indirizzati alla chiusura delle istruttorie agricole, il cui iter scade a fine 2018, e alla necessità di prorogare il rafforzamento degli uffici tecnici con personale aggiunto, la cui presenza scade a fine anno. Per questo è già stato fissato un vertice a Roma giovedì fra i sindaci mantovani e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Angelo Rughetti. Vertice che potrebbe far slittare quello su Villa Galvagnina, al quale la baroni ha invitato il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, l’onorevole Marco Carra oltre al sindaco di Moglia Simona Maretti ed il Comitato che si sta occupando di raccogliere i finanziamenti necessari al recupero.

E questo mentre la Regione pensa anche agli “altri” terremotati con la consegna mercoledì alla presenza del governatore Maroni e della Baroni della nuova scuola donata dalla Lombardia ad Acquaviva Picena, colpita dal sisma dell’italia centrale dello scorso anno.
 

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