Profughi, più posti per l’accoglienza

Si passa da 39 a 57 richiedenti asilo in otto Comuni fino al 2019. Tra i quattro vincitori la cooperativa Olinda e l’Arci

MANTOVA. L’accoglienza dei profughi, nell’ambito del programma Sprar, continuerà anche per il prossimo triennio. Si è conclusa, infatti, con l’assegnazione dei quattro lotti in cui era suddivisa la gara per la gestione dei 39 richiedenti protezione internazionale, o che l’hanno già ricevuta, attualmente inseriti nel programma scaduto a fine 2016, più altri 18 (per un totale di 57) che usciranno dal sistema di accoglienza predisposto dalla prefettura per entrare in quello gestito dal Consorzio progetto solidarietà con otto Comuni.

I soggetti del terzo settore che hanno vinto l'appalto da 684mila euro sono la cooperativa Olinda di Medole, l’associazione Una Casa per tutti di Mantova, la cooperativa sociale Il giardino dei viandanti di Mantova e l’Arci Mantova (escluso il Solco, il quinto partecipante alla gara). Le ultime tre erano già partner del Consorzio nell’ultimo programma. Ognuno di loro si è aggiudicato uno dei quattro lotti in cui era stato suddiviso l’appalto e offrirà quei servizi di assistenza e di accoglienza indicati nel capitolato.

L’Olinda, che ha una vasta esperienza nel campo gestendo i richiedenti protezione internazionale nel sistema che fa capo alla prefettura, si è aggiudicata il lotto più consistente da 288mila euro, quello della presa in carico integrata. Dal prossimo 1° ottobre fino al 31 dicembre 2019, dovrà mettere a disposizione degli immigrati operatori sociali, un legale, il coordinatore di équipe multidisciplinare, l’orientamento e l’informazione legale e il supporto psico-sanitario. La cooperativa dovrà predisporre per ciascun migrante un progetto personale condiviso.

Dovrà garantire l’accoglienza materiale come accompagnare i profughi nell’alloggio a loro assegnato, aiutarli ad orientarsi per l’alimentazione e per l’utilizzo del pocket money, 2,5 euro al giorno erogati dal Consorzio. Dovrà, inoltre, prenderli in carico dal punto di vista psico-socio-sanitario per garantire loro l’assistenza sanitaria e l’accesso ai servizi del territorio come scuole, biblioteche, banca, poste, trasporti. Importante il supporto che dovranno assicurare per l’inserimento lavorativo e sociale, oltre che farsi carico della parte legale che il nuovo status richiede.

La gestione degli alloggi spetta all’associazione Una casa per tutti che, innanzittutto, li ha individuati negli otto Comuni aderenti al progetto Sprar: Asola, Castel Goffredo, Castiglione delle Stiviere, Curtatone, Guidizzolo, Mantova, Medole e San Giorgio. Con 215mila euro in tre anni dovrà anche garantirne la manutenzione oltre che una serie di servizi come la gestione di eventuali conflitti con i vicini e l’organizzazione di incontri con la cittadinanza. L’alfabetizzazione sarà un compito della cooperativa Il giardino dei viandanti che, con 112mila euro, dovrà organizzare corsi per l’apprendimento dell’italiano e fornire il necessario materiale didattico. Infine all’Arci (68mila euro) spetterà occuparsi dell’assistenza diretta e della socializzazione dei profughi per favorirne l’inserimento nella comunità.

«I quattro soggetti individuati - spiega il presidente del Consorzio progetto solidarietà nonchè assessore al welfare di Mantova Andrea Caprini - dovranno ora progettare insieme l’assistenza e l’accoglienza dei 57 migranti per essere pronti a partire dal 1° ottobre. Il bando prevedeva di ampliare i posti da 39 a 80, ma mentre era aperto il ministero dell’interno ha autorizzato solo 57 posti. Se da qui al 2019 dovessero aderire altri Comuni al progetto Sprar saremmo pronti ad accogliere fino ad 80 persone perché c’è già la struttura organizzativa necessaria».
 

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