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Scacco matto alla Regione Lombardia: Il Papa’s può rimanere

Il Consiglio di Stato accoglie l’appello contro la chiusura e rimozione del locale sulla sponda del Lago di Mezzo. L’avvocato Gianolio: «Una vittoria secca». Ora la palla ritorna ai giudici del Tar

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La mazzata era arrivata a febbraio: la Regione aveva revocato la concessione del chiosco in muratura e delle attrezzature mobili, in base ad alcune irregolarità contrattuali in cui sarebbe inciampato il titolare dell’attività dopo la morte del fratello, socio fondatore del locale. Il che avrebbe significato la chiusura e lo sbaraccamento del bar in riva al lago di Mezzo. Dopo di che il Tar, questo a maggio, aveva respinto la richiesta del locale di sospendere il provvedimento in attesa di valutarne la fondatezza. Ora arriva un’ordinanza del Consiglio di Stato che cambia lo scenario della battaglia legale consegnando un punto importante a favore al Papa’s: i giudici amministrativi di Palazzo Spada hanno accolto il ricorso dell’avvocato Paolo Gianolio, legale di Cristian Rojas Perez, attuale gestore del locale. Il che, nella sostanza, significa una cosa: il Papa’s, almeno per il momento, resterà al suo posto. Saranno comunque i giudici del Tribunale amministrativo regionale a dire l’ultima parola con una futura sentenza di merito che non potrà non tenere conto delle osservazioni contenute nell’ordinanza del Consiglio di Stato resa pubblica ieri. «È una vittoria secca» ha commentato laconico e soddisfatto l’avvocato Gianolio.

Sul locale a due passi dal castello di San Giorgio, pesa un secondo contenzioso, stavolta con il Comune, per una vicenda di Cosap (il Canone per l'occupazione di spazi e aree pubbliche) non pagato. La Vintage di Bonatti Flavio & C, società proprietaria del bar, ha ricorso in appello contro la sentenza del Tribunale di Mantova che di recente l’aveva condannata a pagare 172mila euro e rotti (oltre 200mila, compresi interessi e sanzioni) per il canone non versato in cinque anni relativo a una porzione di suolo occupato che è suo e non della Regione. La Vintage ha chiesto la sospensione della sentenza di primo grado e la revoca delle diffide e ingiunzioni di pagamento emesse dal Comune e avallate dai giudici. Anche questo caso sembra destinato a finire davanti ai giudici del Consiglio di stato.

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