Abusivi a Ponte Rosso, scatta il piano sicurezza

Il cancello sempre aperto perché guasto da anni consente l'accesso a chiunque

Dopo gli interventi di sistemazione del quartiere, resta l’emergenza spaccio. Il prefetto sollecita il blitz della polizia: espulsi in cinque, quattro sono ancora lì

MANTOVA. Dopo le opere di urbanizzazione e la conseguente agibilità alle abitazioni, dopo i primi sfratti agli inquilini morosi e la guerra ai furbetti dei rifiuti, ora a Ponte Rosso scatta il piano sicurezza. In quella distesa di villette e mini condomini incastonata tra via Bottoni e via Gambarara, ribattezzata a suo tempo “residence Le Boungaville” e rimasta solo sulla carta un quartiere giardino alle porte della città, la scorsa settimana è scattato il primo blitz della polizia contro un gruppo di clandestini dediti a spaccio e ricettazione che a quanto pare occupa abusivamente intere palazzine.

Decisa il 26 luglio dal tavolo convocato dal prefetto Cincarilli con Comune, questura, carabinieri, polizia locale, residenti nonché l’impresa bresciana che costruì il quartiere e ne è ancora in buona parte proprietaria, l’operazione ha visto gli agenti di piazza Sordello impegnati, insieme a reparti speciali della polizia, in controlli culminati sabato scorso con l’accompagnamento in questura di cinque cittadini extracomunitari. Tutti di nazionalità marocchina, tutti sprovvisti di permesso di soggiorno, sono stati sorpresi mentre bivaccavano in uno stabile di via Bottoni. La nota della questura fa sapere che «messi a disposizione dell’ufficio immigrazione in quanto clandestini» a quattro è stato notificato il foglio di via con ordine di espulsione del questore di Mantova, mentre per R.M., 24 anni e con numerosi precedenti di polizia, è scattato l’accompagnamento coatto a Malpensa dove è stato rimpatriato in Marocco.


Un blitz che segue a ruota gli sfratti ordinati dal Tribunale così come gli interventi del Comune per restituire dignità e decoro al quartiere. «Ringrazio la questura per l'intervento a Ponte Rosso per cui a fine luglio il prefetto aveva convocato uno specifico comitato ordine e sicurezza alla presenza dei residenti preoccupati per alcune nuove occupazioni abusive nel quartiere – commenta l’assessore alla Legalità e Polizia Locale Iacopo Rebecchi – questo nuovo intervento delle forze dell'ordine, unitamente agli sfratti degli abusivi messi in campo dal concordato della società proprietaria degli immobili ed all'importate intervento di rigenerazione urbana che il Comune sta mettendo in atto proprio in questi mesi, riporterà serenità in un quartiere che per tanti anni purtroppo è stato dimenticato». Un intervento quello dell’assessorato alla Rigenerazione Urbana «articolato su due livelli – aggiunge l’assessore Lorenza Baroncelli – uno di opere infrastrutturali perché le abitazioni avessero l’agibilità necessaria e quindi la proprietà potesse metterle in vendita, il secondo sulla bellezza come il verde, con gli alberi che saranno piantumati a ottobre, per portare nuovi abitanti nel quartiere e per chi già ci vive perché siamo convinti che la bellezza sia il primo strumento contro il degrado».

Il problema ora è quindi di sicurezza. E mentre si sospetta un collegamento tra gli abusivi di Ponte Rosso, la rissa di Lunetta tra gang rivali e gli arresti per droga in viale Risorgimento del novembre 2016, intanto i quattro espulsi con foglio di via ieri erano già tornati in via Bottoni.
 

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