L’impegno di Delrio: «Gioco di squadra per salvare il ponte»

 Vertice al ministero con sindaci e tecnici. Il governo pronto a coordinare Regioni, Province e gli altri enti interessati. Si spera anche nell’Anas

CASALMAGGIORE. Nell’attesa di sapere in quali condizioni è il ponte di Casalmaggiore e quanti soldi servono per rimetterlo in sesto, si può già immaginare come verrà gestito l’intervento di ristrutturazione. E cioè con un grande gioco di squadra. Comuni, Province, Regioni, e infine lo Stato, senza dimenticare l’Anas, ente che gestisce le statali, e al quale secondo gli annunci dei mesi scorsi dovrebbe essere affidata, in alleanza con la Regione Lombardia, la gestione dell’Asolana (Sp 343R), cioè proprio la strada lungo la quale si trova il ponte. Questo, almeno, è quanto emerso nel pomeriggio del 5 ottobre al ministero delle infrastrutture, a Roma, dove si è tenuto un incontro sul problema di Casalmaggiore.



Al vertice con il ministro Graziano Delrio hanno partecipato sindaci del Cremonese (Casalmaggiore e Gussola) e della provincia di Parma (Colorno, Torrile e Sorbolo), il consigliere della Provincia di Cremona Rosolino Azzali e alcuni tecnici delle due province e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luciano Pizzetti. Assenti i rappresentati del Mantovano, benché il territorio di Sabbioneta e Viadana sia molto vicino a Casalmaggiore e già adesso coinvolto dai disagi legati alla chiusura del ponte sul Po.



L’incontro è iniziato pochi minuti prima delle 15.30 ed è durato un’ora e mezza circa. I sindaci hanno illustrato le gravi conseguenze che la situazione attuale sta producendo in termini di danni all’economia, di minore sicurezza stradale, di disagi per le comunità. Quindi è toccato a Delrio fare le sue considerazioni. Il ministro ha sottolineato che il ponte non è di competenza dello Stato.

Il manufatto è in gestione a metà tra le Province di Parma e Cremona. E anche le Regioni coinvolte sono due, Lombardia ed Emilia Romagna. Insomma, in una situazione così complicata, e in attesa di conoscere le risultanze delle verifiche sui danni (si dovrebbero sapere al termine  della prossima settimana) lo Stato non può che intervenire per tirare le fila e fare al tempo stesso da coordinatore e garante. Da qui l’impegno che Delrio si è assunto, cioè di convocare al più presto un tavolo al quale siederanno i governatori di Lombardia ed Emilia Romagna, i presidenti delle Province coinvolte e poi i sindaci.

Infine, per risolvere il rebus Casalmaggiore si punta anche all’Anas. La provinciale Sp 343R che attraversa il Po da Casalmaggiore verso Colorno è tra quelle strade che dovrebbero presto passare sotto la competenza dell’Anas, l’ente che gestisce le statali, e che ha una propria cassaforte a disposizione per finanziare interventi.



Sulla questione infrastrutture è intervenuta anche la segretaria del Pd mantovano, Antonella Forattini: «La situazione dei collegamenti nell’Oglio Po è diventata molto grave e il territorio rischia di rimanere isolato. Paghiamo la storica carenza di programmazione della Regione sulle infrastrutture del Mantovano e, ora, è necessario che il Pirellone faccia di più e studi soluzioni d’emergenza in accordo con il Governo». Il riferimento, oltre che a Casalmaggiore, è ai problemi ferroviari e all’ancora incerto destino della Gronda Nord: «Il Governo c’è, come ha dimostrato l’attenzione di Delrio. Ma la Regione deve fare di più. Nel frattempo, ho chiesto al ministro di coinvolgere di più nella partita gli amministratori mantovani: il nostro territorio ha gli stessi disagi del cremonese. È poi necessario che la Regione accolga la richiesta della Provincia per il finanziamento del terzo step della Gronda Nord, senza il quale la strada è monca e pericolosa».


 

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