I sindaci Pd voteranno Sì. La segretaria: non andrò

Non volevano il referendum. Dicono che è una spesa inutile, che sarebbe stato molto meglio fare come l’Emilia Romagna che ha dato mandato al governatore di trattare con il governo, ma daranno voto sì

Non volevano il referendum. Dicono che è una spesa inutile, che sarebbe stato molto meglio fare come l’Emilia Romagna che ha dato mandato al governatore di trattare con il governo senza far spendere 50 milioni ai cittadini. Ma i sindaci del Pd, il 22 ottobre, andranno alle urne e preso in mano il tablet d’ordinanza voteranno per l’autonomia della Regione Lombardia.

Una posizione che fa seguito al documento firmato tempo fa dai primi cittadini democratici che cercava di sbrogliare l’apparente contraddizione di essere contrari al referendum ma favorevoli alla proposta che questo veicola.

Il punto è che il referendum sull’autonomia, originariamente portato in consiglio regionale da M5S, è stato preso in mano con una buona abilità politica dalla Lega Nord (Maroni e Fava) e il Pd si è trovato spiazzato. Il partito non ha dato indicazioni di voto, ma alcuni esponenti di peso hanno dichiarato che non andranno al voto. Ad esempio il ministro Maurizio Martina, già segretario regionale del partito, che sul suo sito annuncia che non andrà a votare. A Mantova è la segretaria provinciale Antonella Forattini, peraltro vicina a Martina nella geografia interna del partito, a spiegare che non si recherà alle urne nemmeno lei, precisando però di parlare «a titolo personale. Insomma, non è un’indicazione di voto». La Forattini dice che è «favorevole all’incremento di autonomia della Regione su materie oggi di competenza dello Stato, ma per farlo si poteva evitare il referendum. Non posso legittimare un referendum inutile e dispendioso andando alle urne».

Ma i sindaci dem mantovani, alle urne, ci andranno. Come d’altronde lo farà il primo cittadino bergamasco e candidato alle presidenza della Regione, Giorgio Gori. Mattia Palazzi, Ivan Ongari, Dimitri Melli e Beniamino Morselli, che è sindaco e presidente della Provincia, si riconoscono nel documento dei sindaci Pd a favore del Si, ma prendono le distanze e fanno dei distinguo dalla scelta della Regione di indire la dispendiosa consultazione. Anche il deputato Marco Carra andrà a votare Sì.

«Più di un anno fa insieme agli altri sindaci Pd dei comuni capoluogo abbiamo chiesto alla Regione di muoversi come sta facendo oggi l’Emilia Romagna - dice il sindaco del capoluogo - firmai quel documento. Ormai il referendum c'è e voterò di conseguenza, perché penso sarebbe un bene anche per Mantova, su alcune materie, come le bonifiche. Ma allo stesso tempo bisogna dire la verità: il referendum non ha nulla a che fare con le tasse dei lombardi. Non è vero, come invece dice la Lega, che con l'autonomia rimarranno qui le tasse dei lombardi e dei mantovani».

Anche il sindaco di Pegognaga, Melli, osserva che «il referendum si terrà e sono abituato a non mancare al voto. Va evitato che diventi uno spot per la Lega. Sono per aumentare le funzioni della Regione con la trattativa col Governo. Che comunque si dovrà fare». Il sindaco di Suzzara Ongari cita il documento dei sindaci del Pd e anche lui, pur criticando la Regione, andrà a votare Sì. Come farà il presidente della Provincia e sindaco di San Giorgio Morselli.

«Il diritto al voto non si snobba e andrò a votare sì - dice il deputato Carra - detto questo la Regione sta buttando soldi pubblici per un referendum che non ha ragion d’essere».

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