Vacche dopate: chieste 6 condanne

Il caso scoppiato tre anni fa dopo l’arresto di un veterinario castiglionese

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Il sostituto procuratore di Brescia, Ambrogio Cassiani, ha chiesto condanne a un anno e 4 mesi per sei dei sette imputati che hanno chiesto il rito abbreviato per il caso delle vacche dopate con somatotropina, ormone che aumenta del 20% la produzione del latte. L’inchiesta, avviata nel 2014 dai carabinieri dei Nas (Nucleo antisofisticazioni) di Cremona era partita dalla confessione di un allevatore bresciano che, dopo alcuni malori degli animali, si era pentito dell’aver somministrato prodotti dopanti alle sue vacche.

Il 25 ottobre del 2014 era stato arrestato un veterinario castiglionese, responsabile, secondo l’accusa dell’importazione del farmaco alla Corea alla Spagna (dove possedeva allevamenti) e alla Svizzera sino ad essere distribuito nella pianura padana attraverso una rete capillare di distributori. Sedici gli allevamenti posti sotto sequestro in nove province con 4mila capi di bestiame oltre ad 80mila litri di latte sottoposti a vincolo sanitario. Nell’indagine denominata “Via lattea” sono stati indagati 26: per sette è stato chiesto il giudizio. Fra questi il titolare di un allevamento nell’Asolano. Sequestrati anche farmaci e beni per un valore complessivo di circa 30 milioni di euro. La richiesta di condanna è stata fatta davanti al Gup Cesare Bonamartini che ha rinviato le parti al 17 di novembre per le repliche e la camera di consiglio. Il veterinario, assieme ad un distributore, aveva già patteggiato una condanna a 2 anni nel 2015.(fr.r.)
 

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