La Corte di Cassazione: Muto rimane agli arresti domiciliari

Respinto il ricorso presentato dai legali del costruttore edile, che era stato arrestato dalla polizia tributaria della Guardia di Finanza per bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata e per falso in bilancio

MANTOVA. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dai legali di Antonio Muto contro la misura cautelare degli arresti domiciliari. La sentenza è stata depositata nei giorni scorsi.

L’imprenditore cutrese, lo ricordiamo, era stato arrestato dalla polizia tributaria della Guardia di Finanza per bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata e per falso in bilancio. Il tribunale del Riesame di Brescia aveva concesso gli arresti domiciliari, ritenendo la carcerazione una misura cautelare inadeguata. L’avvocato Vanni Barzellotti, difensore di Muto, aveva giocato la carta della Cassazione in quanto anche gli arresti domiciliari erano stati ritenuti eccessivi, ma la suprema Corte ha respinto il ricorso.


L’ultimo step per l’imprenditore porta la data dell’11 dicembre, quando a Roma il giudice per le udienze preliminari deciderà sull’affare Lagocastello. La vicenda è quella della presunta corruzione per superare i vincoli ambientali e artistici sulle sponde del Lago Inferiore che avevano congelato il cantiere di Muto. Sette gli imputati, tra questi anche l’ex sindaco di Mantova Nicola Sodano (accusato anche di abuso d’ufficio e peculato).
 

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