Dalle associazioni un freno al Comune: «Numeri da pesare»

Dubbi da Uncom e Confesercenti sull’indagine di via Roma: «Le aperture? Bisogna capire dove sono e vedere i fatturati»

MANTOVA. «La differenza tra negozi chiusi e aperti non certifica lo stato di buona salute del commercio in città». Stefano Gola, presidente di Confcommercio cittadina, è perplesso di fronte ai dati diffusi dallo Sportello unico del Comune che, invece, fanno gonfiare il petto all’amministrazione Palazzi. «Il saldo positivo tra negozi chiusi e aperti - spiega - non è il segno di una città florida. Bisognerebbe prendere in considerazione altri fattori. Per esempio, la durata delle imprese, il fatto che le start-up ricevono aiuti pubblici. Bisognerebbe anche valutare come stanno le attività che sono sulla piazza da anni e vedere i loro fatturati».

Il Comune valuta positivamente le tante nuove aperture spinte, sostiene, dall’aumento del flusso turistico alimentato in città dalle sue scelte oculate: «Bisognerebbe vedere la tipologia delle attività aperte per esprimersi sul flusso turistico. A occhio, sono aumentati i bar. Sono arrivate le catene che hanno le spalle ben coperte e snaturano il centro storico, ma ci sta. Forse è aumentata la credibilità di Mantova commerciale ed è cresciuta la voglia di investire, ciò non toglie che chi c’è da tempo faccia fatica. Va bene aiutare le nuove attività, ma alle vecchie chi ci pensa? Ecco perché è riduttivo fare un calcolo algebrico tra aperture e chiusure». Un’indagine sullo stato di salute del settore sarà quella che, a breve, partirà a cura proprio di Confcommercio.


Dice Gola: «Invieremo ai nostri colleghi un questionario con una serie di domande e raccoglieremo i loro suggerimenti. Auspico che i risultati diano ragione all’amministrazione. E se così sarà, ne saremo soddisfatti tutti».

Anche Confesercenti è molto cauta. «Prendiamo atto dei dati diffusi dal Comune - dice il direttore Davide Cornacchia - ma per ora non li commentiamo. Domani sera (oggi, ndr.) abbiamo una riunione e valuteremo». Cornacchia, però, non può esimersi da alcune considerazioni: «Intanto - dice - lo Sportello unico non è un ente addetto alle statistiche e quindi ci piacerebbe sapere come ha raccolto quei dati. Sarebbe anche interessante conoscere l’ubicazione dei negozi che sono stati aperti». Insomma, i numeri del Comune non convincono Confesercenti che preannuncia un’indagine tra i suoi associati «per avere dati oggettivi» sullo stato di salute della categoria.

Nella disputa si inserisce Forza Italia. «Di una cosa siamo sicuri - affermano i consiglieri comunali Pier Luigi Baschieri, Giuliano Longfils e Andrea Gorgati - il numero delle vetrine vuote supera di gran lunga il centinaio proprio come ai tempi dell’amministrazione di centrodestra. E allora le risorse per le opere pubbliche erano bloccate dalle sciocche leggi sulla finanza pubblica. Vi sono ancora intere aree dove il commercio della città soffre o è completamente sparito come Valletta Valsecchi, le Gallerie Apollo e San Maurizio, piazza 80° Fanteria». Anche i bandi promossi da Buvoli «non hanno dato i ritorni sperati». Senza dimenticare i vari cantieri che «rischiano dimettere in ginocchio attività già deboli. Il sindaco la smetta con i proclami e metta in atto politiche mirate per ogni quartiere e un cartellone di eventi di qualità da condividere con i commercianti e le associazioni».
 

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