Tumori infantili: lo studio è ancora al palo

Roberta Piraste, presidente Aie

Niente finanziamenti a Sentieri Kids. Dal 25 ottobre il convegno dell’Associazione di epidemiologia 

MANTOVA. Inquinamento industriale, smog, ricerca clinica: l’epidemiologia incrocia le dimensioni più calde e sensibili dell’orizzonte contemporaneo, percorso da flussi di comunicazione e spinte alla partecipazione che spesso tradiscono le evidenze scientifiche. E proprio a questa relazione, fragile e complessa, sarà dedicato il 41° convegno dell’Associazione italiana di epidemiologia (Aie), in programma da domani a venerdì al MaMu di porta Pradella. In collaborazione con l’Ats Val Padana guidata da Salvatore Mannino, epidemiologo e socio dell’Aie così come Paolo Ricci, responsabile dell’Osservatorio epidemiologico e del Registro tumori di Mantova. «È la prima volta che siamo ospitati da una struttura sanitaria locale e per noi è un elemento di novità e orgoglio, il segnale di un riconoscimento reciproco» scandisce la presidente dell’Aie Roberta Pirastu, grata anche del patrocinino di Comune, Provincia e Camera di commercio.

L’annuncio del convegno offre l’occasione per alcune domande, a partire dallo studio Sentieri, che ha messo sotto la lente lo stato di salute nei territori esposti a rischio da inquinamento. Ovvero i circa 40 siti d’interesse nazionale da bonificare dai veleni dell’industria, compreso il sin di Mantova. Mortalità, incidenza e ospedalizzazioni le tre dimensioni analizzate. Due anni fa la polemica aspra con il ministero della Salute, che chiuse il rubinetto dei finanziamenti a Sentieri Kids. Com’è finita? «Quel progetto non ha ancora avuto un finanziamento dedicato, e per noi questo è un dispiacere – risponde Pirastu – Abbiamo aggiornato Sentieri, che ha ottenuto un piccolo finanziamento come azione centrale, ma un’analisi dedicata soltanto ai bambini avrebbe una valenza più forte».

Altro tema caldo, attualissimo, quello dello smog. «L’epidemiologia ha già documentato il nesso tra inquinamento outdoor, tumore del polmone, patologie cardiache e respiratorie – ricorda la presidente Aie – Quello che sta facendo adesso è la definizione dell’esposizione sui dati satellitari della Nasa, per avere una stima dell’inquinamento a livello di un chilometro per un chilometro di tutto il territorio nazionale. Il passo successivo? Uno studio di coorte, per singoli soggetti, che pulisca il segnale da fattori di confondimento come la storia professionale e gli stili di vita». Infine, l’ansia da inceneritore. «Lo studio più grosso fatto in Italia è il Moniter in Emilia Romagna, che ha identificato nella nascite pretermine l’unico effetto avverso. L’aspetto più importante resta il coinvolgimento della popolazione nel processo che porta alla gestione di un inceneritore».

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