Pochi agenti, troppi servizi: «Così sicurezza a rischio»

Il sindacato autonomo di polizia denuncia l’emergenza personale in questura. «In 5 anni undici uomini in meno. E abbiamo a che fare con terrorismo e mafie»  

MANTOVA. Ladri, rapinatori, truffatori di anziani ma anche attività legate al crimine organizzato e al terrorismo internazionale. L’attività della polizia di stato sul fronte della sicurezza ha continuato ad aumentare, l’organico invece si è via via assottigliato. Fino ad arrivare a una situazione che rasenta l’emergenza. In cinque anni, per quanto riguarda il solo personale operativo, la sede di piazza Sordello è passata dai 157 agenti, sovrintendenti e ispettori a soli 146.

Undici poliziotti in meno che erano destinati a indagini, al controllo del territorio e all’ordine pubblico e a molti altri servizi. La domanda: in che modo queste carenze si riflettono sull’attività della polizia e sulla sicurezza di Mantova (anzi della Grande Mantova, l’area da oltre 120mila abitanti dove opera la questura)? Sono accenti prudenti ma preoccupati quelli di Elvio Tacconi, segretario provinciale del Sap, il Sindacato autonomo di polizia, quando descrive l’emergenza personale in questura. «In questi ultimi anni – afferma Tacconi – il personale ha continuato a diminuire tra pensionamenti e trasferimenti. Il colpo di grazia l’anno scorso: hanno lasciato la questura in sei o sette e non sono mai stati sostituiti. Invece i carichi di lavoro sono progressivamente aumentati». E le prospettive per l’immediato futuro non sono di conforto. «Altri poliziotti abbandoneranno il posto per la pensione, almeno in sette o otto entro la fine del prossimo anno».

Qual è il rischio connesso al calo drastico di personale in questura? «Che la macchina della prevenzione dei reati e della vigilanza del territorio faccia acqua e che i servizi alla cittadinanza accumulino ritardi, come ad esempio l’ufficio passaporti». Un rischio sempre meno teorico, man mano che cala il numero delle presenze in questura.

«Il personale è calato a fronte di un vertiginoso aumento di servizi di vigilanza e ordine pubblico – sottolinea il segretario Sap – basta pensare a tutto il lavoro che ruota attorno alle misure contro il terrorismo internazionale previste dal ministero. Ogni concerto, fiera, manifestazione sportiva o spettacolo che richiami gente richiede l’adozione di dispositivi di sicurezza che non sono più quelli di un tempo. Servono spesso cani anti-esplosivo e barriere anti-camion, e poi tanti poliziotti. Va calcolato che lo stesso agente impiegato fino la sera fino a tarda ora in un concerto è lo stesso che il giorno dopo deve occuparsi di altri servizi all’utenza».

Non solo pochi, ma anche vecchi. «L’età media dei poliziotti è salita, oggi si aggira sui 46-47 anni. Il che vuol dire molta esperienza e capacità professionale ma anche prestazioni operative che non sono quelle di ventenni o trentenni».

Allo stato sembra che gli stessi sindacati non abbiano ben chiaro come sarà possibile integrare l’emorragia di personale. E vero che c’è un concorso appena indetto che dovrebbe dare tregua ai problemi di organico che molte questure lamentano.

«Il fatto è che del concorso al momento c’è stata solo la prova scritta – spiega Tacconi – la procedura durerà non meno di un anno, o un anno e mezzo. Da questo concorso non attendiamo benefici in tempi brevi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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