Zaia: «Vogliamo quote di Iva e Ires»

Il presidente del Veneto Luca Zaia

Il governatore del Veneto: «Lo statuto speciale? Lo chiediamo ogni anno»

MANTOVA. Il premier Paolo Gentiloni apre al confronto con le Regioni del Nord sull’autonomia, ma invita Luca Zaia ad evitare gli strappi - «l’Italia non si discute» - e vuol capire bene «quali funzioni» vogliono Lombardia e Veneto e «a quali condizioni». In ogni caso, ammonisce, il Paese «non ha bisogno di ulteriori lacerazioni sociali, ma di ricucire le lacerazioni provocate dalla crisi». Gentiloni parla durante la visita agli impianti Eni di Porto Marghera. «Guardo con interesse, rispetto e disponibilità - ha detto il premier - alla discussione aperta dai referendum. Sono disposto a fare dei passi in avanti. Ovviamente, nei limiti fissati dalle nostre leggi e dalla Costituzione». E la risposta dei governatori è giunta subito: «Leggo in positivo le parole del presidente Gentiloni - ha detto Zaia - Non mancheremo di fare la nostra proposta nell’alveo della Costituzione, che parla non solo di competenze e di federalismo fiscale, ma anche delle modalità della trattativa».

Ma in realtà, anche se il governo mantiene un atteggiamento di dialogo, questo dialogo deve restare nel perimetro previsto dalla Costituzione. E fonti del governo confermano che bisogna sgombrare il campo da richieste esorbitanti. Sul tema fiscale, ad esempio, è chiaro che non si possono dare vantaggi a una regione scaricandoli sulle altre. Ma le problematiche sono soprattutto sui tempi: i dossier sono molto corposi e dunque il lavoro potrebbe durare mesi. È improbabile che si concluda entro la legislatura.


Sotto i riflettori però resta il presidente veneto Luca Zaia, dopo lo scalpore suscitato dall’annuncio di aver messo a punto non solo il ddl sulle 23 materie per l’autonomia (su cui è competente il governo), ma anche un ddl costituzionale (competente il Parlamento) per fare del Veneto una Regione a Statuto speciale. Esattamente il quesito che la Consulta aveva vietato nel referendum. Così Zaia ha approfittato dello studio di Porta a Porta per spiegare perché, a suo avviso, si è innescato «un dibattito strumentale» sulla specialità. «La partita è diversa - ha detto - Il referendum è stato fatto per l’autonomia. La richiesta di statuto speciale fa parte di una legge regionale che il Veneto reitera ogni anno. Non riguarda il referendum».

Zaia ha anche anticipato qualcosa sulle prossime mosse: «Le 23 competenze non sono residuali e si parla anche di federalismo fiscale; chiederemo un tavolo al ministero delle finanze perché vogliamo la compartecipazione su Iva e Ires».
 

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