Centro Aperto: il trasporto protetto compie vent’anni

Volontariato a Mantova. Tra i servizi anche infermieri, assistenza telefonica e gite «In un anno accompagnati nei centri sanitari 1.800 utenti»

MANTOVA. «Siamo volontari ogni giorno affinché ognuno possa trovare e dare aiuto, incontrare gli altri, arricchire il proprio sé e contribuire alla crescita della comunità in cui vive». È il motto dell’associazione Centro Aperto, che da vent’anni esatti si impegna per mettere a disposizione degli utenti vari servizi gratuiti. Tra i principali ci sono il trasporto protetto, l’ambulatorio infermieristico, l’assistenza agli anziani, le attività ricreative. La onlus, presieduta da Paolo Mele, ha celebrato il ventesimo anniversario e nel tempo è riuscita a riunire i cittadini residenti nei quartieri nord di Mantova, principalmente Colle Aperto, Cittadella, Gambarara, Ponte Rosso e Rabin, l’ultimo in ordine di arrivo. Il numero di associati ha superato quota 400 e la volontà è di coinvolgere sempre più persone. I volontari lavorano per rispondere alle richieste di chi ha bisogno e la squadra ne conta una quarantina.

«Crediamo – dice uno di loro – che attraverso le possibilità di socializzazione come quelle offerte dal Centro si possa crescere, ampliare i propri confini e beneficiare del patrimonio che ogni singola persona costituisce per gli altri. Le attività istituzionali dell’associazione vengono svolte con il costante supporto dell’amministrazione comunale, della Fondazione comunità mantovana e del Centro servizi del volontariato». I servizi offerti comprendono il trasporto protetto con una decina di autisti che, con due auto di proprietà della onlus, accompagnano ogni giorno persone da e verso ospedali, case di cura, centri di riabilitazione, farmacie e altri luoghi legati alla sanità. «In un anno registriamo oltre 1.800 trasporti – precisa il presidente – è la domanda è sempre crescente. Avrebbe bisogno di risposte ma al momento sono difficili da fornire, a meno che altri autisti volontari non si aggiungano a quelli che già così diligentemente operano tutti i giorni». D

allo scorso aprile è attivo l’ambulatorio infermieristico. «Attraverso una convenzione con il Comune, possiamo mettere a disposizione degli utenti alcune infermiere. Per un'ora al giorno fanno medicazioni e rimozione dei punti di sutura, rilevazione della pressione arteriosa e del battito cardiaco, rilevazione della glicemia, applicazione o rimozione cateteri vescicali, consulenze, terapia iniettiva e infusionale, ma queste ultime due soltanto con prescrizione medica». Per quanto riguarda la biblioteca, ci sono volontari che collaborano con il centro Baratta, con l’obiettivo di creare dei gruppi di lettura e di rendere disponibile ai non vedenti un buon numero di libri parlati.

Un altro servizio richiesto è il “Telefono nonni”: consiste nel chiamare le persone anziane e sole (sono una trentina) che non hanno occasioni di socializzazione, in modo da alleviare il senso di solitudine e abbandono, facendo sentire la propria vicinanza con una telefonata. Infine le attività ricreative, in cui rientrano molte iniziative dell’associazione. «Organizziamo gite con i nonni, feste di quartiere, grigliate estive e altri momenti che, soprattutto nella stagione autunnale e invernale, rendono le giornate di associati (e non) meno monotone e noiose. Facciamo anche dei corsi, in parte gratuiti perché gestiti direttamente dai volontari e in parte con contributo dei partecipanti versato ai docenti».

Il presidente Mele coglie l’occasione per un ringraziamento. «Ringrazio le istituzioni che ci hanno sempre appoggiato e ancor di più tutti i volontari che sono il motore che consentono a Centro Aperto di svolgere le attività realizzate ogni giorno. Ringrazio tutti i soci e i partner che, condividendo gli scopi, le finalità e lo spirito di Centro Aperto, permettono con il loro consenso e il loro prezioso sostegno di proseguire di anno in anno verso il raggiungimento degli obiettivi di utilità sociale che muovono ed entusiasmano l’associazione».

Elena Caracciolo

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