Pullman studenteschi comprati stravecchi: famiglie preoccupate

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La querelle avviata dalla Cgil sui dieci pullman di seconda mano polacchi acquistati da Apam ha suscitato qualche preoccupazione tra i genitori degli studenti pendolari

MANTOVA. La querelle avviata dalla Cgil sui dieci pullman di seconda mano polacchi acquistati da Apam ha suscitato qualche preoccupazione tra i genitori degli studenti pendolari che ogni giorno salgono sui mezzi pubblici per raggiungere le scuole. Certo, Apam ha assicurato che i dieci mezzi sono sicuri, controllati nelle officine di Apam prima di essere messi sulle strade. Ma i genitori, pur non dubitando della correttezza dell’azienda di trasporti, non nascondono di avere qualche perplessità in merito all’opportunità di utilizzare veicoli con alle spalle così tanti chilometri percorsi.

Secondo il sindacato si tratta di mezzi del 2007 con una media di circa 900mila chilometri di percorrenza (dato non confermato ma nemmeno smentito da Apam), vale a dire più o meno il doppio di quelli percorsi dai pullman dismessi e vecchi di qualche anno in più.



«Se davvero è come dice la Cgil – spiega la presidente di Age, Patrizia Togliani, genitore ma anche insegnante – francamente qualche preoccupazione l’abbiamo. Il tema della vetustà dei pullman è stato sollevato più volte da studenti e famiglie. Capita anche che i pullman si rompano lungo il percorso e si fermino. Ne sappiamo qualcosa a scuola. Mi auguro che questi pullman non lascino a piedi i ragazzi. Il problema più grosso, in ogni caso, è che il trasporto scolastico non è sufficiente. Spesso i posti a sedere non bastano».

«Per questo credo che l’acquisto di autosnodati sia positivo – aggiunge la rappresentante dei Genitori democratici, Federica Bignardi – hanno una capienza maggiore. Certo, meglio nuovo, ma se Apam dice che sono sicuri credo ci si possa fidare. È però opportuno che le certificazioni dei controlli siano consultabili dagli utenti».
 

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