Droga nei locali del centro: arrestati

Droga, refurtiva e denaro sequestrato agli spacciatori

Cocaina in bar, ristoranti e palestre, in manette due spacciatori. La polizia sentirà i clienti: i loro numeri erano sui telefonini

MANTOVA. Palestre, ristoranti e bar del centro. In questi locali si concentrava l’attività di spaccio, di sola cocaina, di una coppia di marocchini fino a pochi giorni fa sconosciuti alle forze di polizia. Uno di loro, assiduo frequentatore di palestre con regolare permesso di soggiorno, l’altro clandestino da pochissimo tempo in Italia. A scoprirli la squadra mobile di Mantova al termine di una brillante operazione che, venerdì pomeriggio, ha portato al loro arresto. Si tratta di Abdellatif Boussimar, di trent’anni e di Maijd Boussimar di 31. Ieri mattina il giudice ha convalidato il loro arresto con la custodia cautelare in carcere. Una clientela particolarmente selezionata la loro. Nomi e cognomi sono già noti agli investigatori e nei prossimi giorni saranno sentiti.

L’indagine è partita dall’intuizione di un poliziotto della Mobile. Una sera passando per via Acerbi ha notato due individui che, dopo essere entrati in un garage, con fare sospetto sono usciti dalla parte opposta in via Grioli, proprio dietro al tribunale.


Li ha seguiti e si è reso conto che qualcosa non andava. Sono così cominciati appostamenti e pedinamenti. Ogni giorno i due uscivano di casa al mattino presto. Raggiungevano il centro città, entravano nei ristoranti e prendevano contatti per poi vendere. Cocaina purissima, già divisa in dosi, nascosta nelle mutande. Un lavoro quotidiano che si concludeva a tarda sera.

I due vivevano in un appartamento in via Filzi, all’angolo di via Mazzini, ma avevano preso in affitto un garage in via Acerbi. Era lì il nascondiglio della droga. E lì che gli agenti della squadra mobile di Mantova, nel vano portaoggetti di uno scooter, hanno trovato cento dosi di cocaina.

Perquisita anche la loro abitazione nella quale sono stati trovati altri nove involucri di cellophane contenente la stessa sostanza stupefacente. È stato inoltre rinvenuto un sacchetto contenente due anelli e un orecchino d’oro, che la polizia ritiene sia provento di furto.

Nel corso della stessa perquisizione è stata trovata una Play station in sala da pranzo con all’interno 2.500 euro in contanti con banconote di vario taglio che la Mobile ritiene riconducile all’attività di spaccio, perché nessuno dei due lavora.

Gli accertamenti effettuati attraverso le impronte digitali hanno inoltre evidenziato che Maijd Boussimar, oltre a essere clandestino, ha precedenti penali in materia di stupefacenti con vari alias e nazionalità diverse. Il complice, invece, frequentatore di palestre, è incensurato. Il blitz della squadra mobile di Mantova è scattato venerdì pomeriggio. I due sono finiti in carcere e ieri mattina il giudice Matteo Grimaldi, dopo l’interrogatorio di garanzia, ha deciso di farli rimanere in carcere.

Nel frattempo saranno passati al setaccio tutti i numeri di telefono dei clienti trovati sui cellulari dei due. Oltre a quelli potrebbero spuntare anche i nomi dei loro fornitori. I due, secondo quanto raccolto dagli inquirenti, spacciavano in centro città da almeno due mesi.
 

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

La fuga disperata dalla trappola russa

La guida allo shopping del Gruppo Gedi