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Disabili, minorenni e casa di riposo: pronti 3,5 milioni

Aspef amplia la Rsa Bianchi e scommette su San Nicolò. Nelle ex serre la comunità per i ragazzi senza famiglia

di Sandro Mortari
2 minuti di lettura
La casa di riposo Luigi Bianchi dell'Aspef aumenterà di 15 posti 

MANTOVA. Tre milioni e mezzo di euro. È la cifra che Aspef intende investire nel prossimo triennio per realizzare tre opere che caratterizzeranno, da qui a fine mandato, l’azione dell’attuale consiglio di amministrazione presieduto da Vinicio Fiorani: la comunità per disabili nell’area di San Nicolò, quella per minori nelle ex serre a Borgochiesanuova e l’ampliamento della casa di riposo Luigi Bianchi con il trasferimento del servizio di riabilitazione nel polo dell’acqua in fase di progettazione nell’ex Carrefour di Borgochiesanuova.

DISABILI. Il futuro dell’azienda servizi per le persone e le famiglie è disegnato nel bilancio di previsione 2018 e triennale che la giunta Palazzi, giovedì scorso, ha licenziato. L’operazione più gravosa sarà la realizzazione della nuova comunità per disabili in uno dei capannoni di San Nicolò a Fiera Catena. Si prevede un investimento di un milione e mezzo di euro per ricavare, al piano terra, dieci posti letto (quattro in più rispetto all’attuale struttura che si trova in città, in viale Gorizia)per disabili gravi e, al primo piano, altri 12 posti per ospitare disabili autosufficienti che non hanno più una famiglia alle spalle oppure, pur avendola, preferiscono intraprendere un percorso verso l’autonomia. «Per noi quella è la location ideale - spiega il presidente Fiorani - . Una struttura confortevole, dotata di tutti gli strumenti della domotica, inserita in pieno nel quartiere, vicino anche alla nuova scuola che verrà ricavata nell’ex ceramica». Aspef ha anche sciolto la riserva sulla comunità per minori che verrà costruita nell’area delle ex serre a Borgochiesanuova.

Il presidente Aspef, Vinicio Fiorani 


MINORI. «Abbiamo già dato l’incarico all’ingegner Marinelli per capire che tipo di bonifica dovremo fare. A breve aspettiamo l’esito. Una volta che sapremo il costo dell’intervento, formuleremo la nostra offerta all’asta fallimentare per acquistare quell’area, oggi fortemente degradata. Meno costa la bonifica e più alta sarà la nostra offerta, ma all’asta, andata deserta già due volte, parteciperemo di sicuro». La comunità per minori ospiterà 20 ragazzi che il Tribunale deciderà di assegnarvi, provenienti non solo dal Comune di Mantova. «Sia la comunità per disabili che quella per minori entreranno in funzione nel 2020» promette Fiorani.

RIABILITAZIONE. Entro il 2019 avverrà, invece, il trasferimento del servizio di riabilitazione, attualmente situato al primo piano della casa di riposo Luigi Bianchi, nella nuova struttura prevista nell’ex Carrefour: «Prenderemo solo in affitto, chiavi in mano, la parte che ci interessa dotata di apposita piscina - assicura Fiorani - Un’ottima scelta logistica dato che è vicino alla nostra sede centrale. Con il nuovo centro puntiamo a far decollare il servizio di riabilitazione ad un prezzo calmierato rispetto a quello di mercato perché il nostro obiettivo è consentire a tutti di accedere alle cure».

OSPITI. Dove oggi c’è la riabilitazione verranno ricavati 15 posti letto in più, che porteranno la capienza della Bianchi da 60 a 75 posti letto: «I 15 in più - dice il presidente - saranno privati perché la Regione non ne accredita più, ma sarà comunque un’offerta ulteriore del pubblico alla città». I lavori, che dovrebbero costare poco più di 300mila euro, partiranno entro il 2018 per far sì che i nuovi posti letto vengano assegnati l’anno successivo.

DIPENDENTI. Anche il 2018 sarà un anno ricco di realizzazioni. «In primavera - annuncia Fiorani - apriremo, per esempio, l’accesso al parco di proprietà delle Ferrovie dello Stato accanto alla Isabella d’Este. Lo sistemeremo e lo renderemo accessibile ai nostri ospiti. Amplieremo il verde a disposizione con la terrazza sopra il bar». Altro investimento importante dell’azienda nel corso dell’anno prossimo sarà l’assunzione diretta del personale medico e infermieristico che presta servizio di giorno alle case di riposo: quattro medici e 15 infermieri (di notte l’assistenza sarà fornita, come adesso, dal personale delle coop e con un medico di Aspef): «Una cosa importante - commenta il presidente - che dà continuità all’assistenza e che avrà positivi riflessi sulla qualità complessiva del servizio».
 

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