«Mps restituisca trentamila euro»

Banca condannata a risarcire una vedova: tutti i soldi erano stati investiti in Lehman

SERMIDE. Non sapeva nulla né di azioni, né di investimenti e tantomeno di obbligazioni. Non aveva mai avuto nemmeno un conto corrente. Così quando il marito è morto e si è trovata a dover gestire i risparmi di una vita, trentamila euro, si è messa nelle mani di un funzionario della filiale Mps di Sermide. E ha perso tutto, fino all’ultimo centesimo. Oggi, a distanza di nove anni, grazie al lavoro dell’avvocato Letizia Vescovini del foro di Modena e alla sentenza del giudice Laura Fioroni, la banca è stata condannata alla restituzione dell’intera somma.

La vicenda ha inizio nel 2007 quando B.Z., che abita a Sermide rimane vedova del marito. Ha da parte i risparmi accumulati in tanti anni di lavoro, circa trentamila euro, e li deve gestire. Per questo, nell’autunno di quell’anno, si rivolge alla filiale Mps di Sermide dove accende un conto corrente su cui versa l’intera somma. Il funzionario le consiglia di investirli e le propone alcune alternative.

La signora, inesperta, si affida al bancario. L’investimento, però, per un errore, non viene eseguito ma lei ne viene a conoscenza solo agli inizi del 2008, vedendo che sul conto corrente c’è ancora l’intera somma. Il bancario sui scusa e le consiglia l’obbligazione Lehman Brothers, descrivendola come assolutamente sicura, tant’ che è inserita nell’elenco “patti chiari”, obbligazioni a basso rischio. L’acquisto viene effettuato a febbraio 2008 ma a settembre la banca d’affari americana fallisce e la signora perde tutto. Una tragedia, a cui hanno però posto fine l’avvocato e il giudice che ha imposto la restituzione di tutti i trentamila euro per un difetto del contratto.
 

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