Ai residenti pass sosta solo sotto casa

L’ipotesi del Comune: stop all’abbonamento da 80 euro per parcheggiare ovunque. «Incoraggia il traffico in città»

MANTOVA. Siglata la pace della ztl con i commercianti, il Comune potrebbe presto trovarsi ad affrontare un fronte più largo e ostinato: quello dei residenti “armati” di pass pi. L’abbonamento che, pagando 80 euro all’anno, consente di parcheggiare in tutte le strisce blu della città, e incoraggia così la pigrizia di chi prende l’auto anche per tragitti brevi. Perché tanto la sosta è compresa nel prezzo (sempre a trovare un buco libero). «Partendo dal sacrosanto diritto di tutti i residenti a parcheggiare vicino casa con un abbonamento annuale a una cifra accessibile, deve essere superata la possibilità di parcheggiare in tutta la città, perché questo genere un traffico indotto degli stessi residenti – conferma l’assessore alla polizia locale, Iacopo Rebecchi – Il come e il quando sono ancora da definire, ma il superamento del modello esistente è uno degli obiettivi del piano urbano della mobilità sostenibile. Attualmente siamo in fase di analisi, quartiere per quartiere».

Il quando è ancora da individuare, dice l’assessore, ma il sindaco Mattia Palazzi ha già annunciato che per il 2018 non ci saranno novità per i pass e, con un po’ di malizia politica, è possibile escludere anche il 2020, anno di elezioni che fanno a pugni con un intervento così impopolare: morale, gli indizi puntano al 2019. Ci sono quindi dodici mesi per trovare il punto d’equilibrio tra l’esigenza dei residenti (soprattutto di quelli sprovvisti di garage) e la necessità di garantire una maggiore rotazione dei parcheggi, riducendo gli spostamenti interni alla città per brevi tragitti. Missione impossibile? No, secondo Rebecchi, che cita due evidenze dello studio su cui poggia il piano urbano della mobilità sostenibile.


«Primo, il traffico che entra in città non è d’attraversamento, l’80% medio di chi arriva dai Comuni limitrofi ha come meta la città. Secondo, il 79% dei parcheggi è occupato per una durata media di 5 ore contro le 3 di altre città simili a Mantova». Eccola, la rotazione. A completare il quadro, Rebecchi aggancia la zavorra del traffico interno dei residenti che cercano posto sotto i quattro chilometri.

«Il posteggio su strada è in tutte le città uno spazio prezioso, in quanto i posti su strada sono finiti e contesi – riassume l’assessore – A Mantova, in particolare, c’è una bassissima rotazione di posti auto e il traffico è generato in buona parte dal sistema della sosta, sia a causa delle auto dei non residenti in cerca di posto nelle zone centrali, ma anche di quelle dei residenti che si muovono da una zona all’altra della città anche per brevi tragitti. Riteniamo quindi necessario adottare una strategia generale della sosta che risolva questi problemi, così come hanno fatto le città italiane ed europee più virtuose».

Il primo tassello di questo disegno è l’aumento delle tariffe della sosta nelle strisce blu (dal 1° gennaio 2018), che accentua la diversificazione tra zone centrali e periferiche. Il secondo prevede l’adozione di indicatori di posteggi liberi nella città, per limitare il traffico di chi s’affanna a cercare un buco condannandosi a girare a vuoto. Il terzo? È quello più affilato, il tassello del pass residenti da riscrivere.

Mettendo il naso fuori provincia s’inciampa in un confronto impari, schiacciante: in tutte le città più o meno simili a Mantova l’abbonamento per i residenti consente di parcheggiare solo nella zona di residenza. Punto.
 

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