Mantova, denuncia shock durante il convegno: «Io, violentata»

Nella giornata contro la violenza sulle donne la studentessa lancia un appello ai coetanei: «Abbiate rispetto di voi e degli altri»

La danza antiviolenza delle studentesse del Bonomi Mazzolari

MANTOVA. A sorpresa una biondina, minuta, capelli corti, occhiali, ha chiesto la parola e dichiarato davanti a 4-500 persone di aver subito violenza sessuale. Con coraggio è arrivata fin davanti al tavolo dei relatori per lasciarsi vedere e lanciare il suo appello alle altre ragazze e ai ragazzi: ad avere rispetto di sé e degli altri, di non aver paura, di non sottovalutare i primi segnali di un amore non sano. La dichiarazione di una giovane, dall’aria timida, ma risoluta, ha lasciato di stucco tutti stamattina (25 novembre) nella grande sala delle Capriate che ospitava il convegno “Cosa ne pensano gli uomini della violenza sulle donne”.

Ed è risuonato un lungo applauso, come un abbraccio per la studentessa di un liceo cittadino. Lei ha chiesto rispetto anche per strada, che si indossino abiti larghi o aderenti. «Non è giusto che un ragazzo possa andare in giro con le gambe scoperte e una ragazza no» ha aggiunto, chiacchierando fuori dalla sala, una sua compagna di scuola, la prima amica con cui si è confidata. La violenza risale a un anno fa, il responsabile trasferito altrove. Di più non le chiediamo. Ma lei spiega che ancora non ne ha parlato a sua madre, mentre ha trovato il coraggio di dirlo in pubblico, per liberarsene. «Adesso ho un ragazzo che mi fa stare bene, ma quella violenza spesso mi torna davanti agli occhi».



Con lei, fuori dalla sala, alcuni ragazzi del Fermi. Non mostrano alcuna attenzione morbosa, ma una simpatia istintiva. Cosa farebbero se un loro amico mostrasse con la propria ragazza quell’immaturità affettiva spiegata nel convegno da Antonino Calogero? L’ex direttore dell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere ha chiarito cosa avviene prima della violenza sessuale e quali segnali la donna deve cogliere subito. Maltrattamenti psicologici come possesso e gelosia, il tentativo di isolare la propria donna da amici e parenti, e quello di non volere che lavori fuori e abbia la sua autonomia. Il maschio immaturo che non controlla la propria aggressività e non sopporta le frustrazioni spesso svilisce la persona al suo fianco. La fa sentire incapace, le induce sensi di colpa e depressione. C’è chi ha la forza di andarsene e non subire, di confidarsi e chiedere aiuto. E chi si chiude e spera che il partner cambi.

«Io a un amico che tratta male la sua ragazza gli parlerei – ci risponde uno studente - La parola è l’arma più potente che abbiamo. Ma a livello individuale non basta, bisogna farlo tutti, maschi e femmine. Oggi (ieri per chi legge, ndr) è stato utile, ma non è facile dire la nostra, si ha paura di essere fraintesi e giudicati». «Io oggi ho parlato anche per quei ragazzi che erano lì, ma non stavano ascoltando» aggiunge la giovane che ha denunciato la violenza. Il convegno era stato organizzato dalle associazioni Ammi, Telefono Rosa, Rotary Mantova, Inner Wheel, Soroptmist, Lions, Rotaract e Cav. E sono arrivati studenti da Virgilio, Fermi, Giulio Romano e Belfiore. Silvana Scalori ha introdotto e la psicoterapeura Nadia Mortara ha dialogato con lo psichiatra Calogero.

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