Pensionato sfrattato vive in auto da quattro mesi

Per mangiare il pensionato è spesso costretto a chiedere l'elemosina (foto d'archivio)

Il 70enne è anche reduce da un intervento chirurgico: "Spero in una soluzione per l'inverno"

POMPONESCO. Da quattro mesi vive in automobile: un momento di vita particolarmente difficile per un 70enne di Pomponesco, tra l’altro reduce da un intervento chirurgico. La situazione è nota ai servizi sociali: «Spero – è l’appello del pensionato – che si possa trovare una soluzione provvisoria, almeno per consentirmi di passare l’inverno e in attesa di trovare una stanza in affitto a basso costo».

Eros Cardinali ha lavorato a lungo come pizzaiolo stagionale in località turistiche. Da alcuni anni è in pensione e percepisce 500 euro al mese. «Una somma insufficiente per pagare l’affitto e affrontare le spese quotidiane». 

I risparmi di una vita si sono poco a poco erosi: l’uomo è rimasto indietro coi pagamenti e, inevitabilmente, è sopraggiunto alla fine lo sfratto. Da un giorno all’altro, Cardinali è rimasto sulla strada, privo di una rete di relazioni in grado di sostenerlo nel momento della difficoltà.

«I rapporti con la mia famiglia si erano purtroppo guastati. Da agosto scorso, pertanto, vivo e dormo in macchina e mi lavo alla fontanella. Qualche amico ogni tanto mi offre un piatto di pasta, ma altri aiuti non è che ne abbia. Mi sono ridotto a fare quello che fanno a volte gli stranieri arrivati in cerca di fortuna: mi piazzo nel parcheggio di qualche supermercato, con un cartello che spiega la mia situazione e chiedo l’elemosina».

La settimana scorsa, tra l’altro, il pensionato è stato sottoposto a un intervento chirurgico, all’ospedale Oglio-Po di Vicomoscano, per rimediare alla sindrome del tunnel carpale e pertanto in questi giorni il 70enne è fasciato al braccio. «Mi toglieranno i punti il 6 dicembre, poi dovrei fare un po’ di riabilitazione». L’operazione era inizialmente programmata per gennaio, ma è stata anticipata perché si era liberato un buco nelle prenotazioni.

«Conoscenti mi hanno suggerito di contattare la cooperativa che gestisce gli alloggi di Palazzo Cantoni, a cui mi sono già presentato. Proprio oggi, mercoledì, ci sarà un incontro tra i rappresentanti della coop e l’assistente sociale del Comune. La mia speranza è che l’amministrazione mi dia una mano e decida di sostenere le spese per l’alloggio, almeno per permettermi di far fronte alle giornate fredde in attesa di trovare una sistemazione spartana ma definitiva: una stanza o un monolocale, con costi di affitto per me accessibili».

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