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Inchiesta su Palazzi: altre donne sentite da magistrati e Arma

I pm e i carabinieri proseguono veloci con gli interrogatori. L’avvocato Gianolio lascia l’incarico: il sostituto arriva da Milano

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Palazzi durante il consiglio comunale di mercoledì 29 novembre 

Caso Palazzi, il sindaco in consiglio: "Non mi dimetto, sono innocente"

MANTOVA. Inchiesta Palazzi: la Procura di Mantova e i carabinieri, in questi giorni, hanno raccolto la testimonianza di numerose altre donne e stanno verificando tutte le informazioni acquisite dalle stesse. Si tratta di persone semplicemente informate sui fatti che hanno portato a indagare il sindaco di Mantova oppure di persone offese? Al momento non è possibile saperne di più. «Stiamo lavorando a 360 gradi – commenta il procuratore capo Manuela Fasolato che insieme alla collega Donatella Pianezzi conduce l’inchiesta – Non stiamo trascurando alcun dettaglio».

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E altri dettagli non trascurabili potrebbero già essere emersi dal controllo del cellulare, del tablet e del computer sequestrati al primo cittadino. Ricordiamo che l’accusa ha solo parzialmente scoperto le sue carte nel corso dell’interrogatorio di martedì, ma è lecito supporre che molti dei messaggi inviati e ricevuti siano già stati acquisiti: non a caso l’aggravante della continuazione del reato è stata aggiunta solo dopo il sequestro.

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Intanto il sindaco  ha dovuto cambiare avvocato. Resta al suo posto Silvia Salvato, ma Paolo Gianolio ha deciso di rinunciare all’incarico. Dietro alla sua scelta ci sono questioni di opportunità: l’avvocato – presidente della Fondazione università di Mantova e consulente del Comune per le vertenze sulle bonifiche del polo chimico – ha preferito farsi da parte per evitare polemiche politiche (già ieri il coordinatore di Forza Italia Anna Lisa Baroni aveva sollevato la questione) o situazioni imbarazzanti (ad esempio come potrebbe comportarsi se il Comune dovesse costituirsi parti civile in un processo contro il sindaco?).

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La scelta di Palazzi è caduta su un penalista del foro di Milano: a guidare la sua difesa ora c’è l’avvocato Giacomo Lunghini dello studio Lunghini-Sangiorgio. Sul suo sito internet il legale pubblia il curriculum: 50 anni, cassazionista, da oltre un decennio è professore a contratto per i corsi in materia di reati societari e diritto penale dell’economia e di diritto penale parte speciale all’università di Brescia. Collabora con il sottosegretariato alla presidenza del Consiglio. È specializzato in diritto penale dell’impresa.
 

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