Mantova, lo storico Palazzo Cavriani e l'ex pastificio Zanellini sono stati aggiudicati all'asta

Ceduti dopo anni di aste deserte. La storica dimora di via Trento per 1,7 milioni, l’ex pastificio degli Angeli per 500mila euro

MANTOVA. Palazzo Cavriani: aggiudicato. Pastificio Zanellini: aggiudicato. Hanno avuto mercoledì 29 novembre esito positivo due importanti aste giudiziarie che da anni andavano deserte. Palazzo Cavriani è stato aggiudicato per un milione e 713 mila euro. L’ex pastificio degli Angeli è stato invece acquistato per 500mila euro. Per entrambe era l’offerta minima prevista per la partecipazione alla vendita.

Ancora anonimi al momento gli acquirenti.


Lo storico Palazzo Cavriani di via Trento, è un gioiello d'arte e architettura: di origine duecentesca, l'aspetto attuale è figlio del grande rifacimento firmato nel '700 dall'architetto bolognese Alfonso Torreggiani. In tutto 12mila metri quadrati articolati su tre livelli con 140 stanze a cui nell'800 aggiunsero sull'altro lato di via Trento un giardino romantico di duemila metri con la statua di Virgilio e i busti di 13 insigni mantovani. Appartenuto agli omonimi marchesi insigniti del titolo direttamente dai Gonzaga, venduto circa 30 anni fa, l’ultima proprietaria era la società Messico e Nuvole srl di Milano e a pignorarlo era stata la banca Carige.

Era il settembre 2014 quando il Tribunale di Mantova ne dispose la vendita e la prima asta risale al novembre dell’anno successivo. Da allora ne sono andate deserte cinque e il prezzo dagli iniziali quasi 11 milioni (valore di mercato stimato in 10 milioni e 824 mila euro) si è assottigliato di volta in volta.

Si tratta di uno dei palazzi più belli e imponenti di Mantova, ma anche il più sfortunato: nell'immenso salone da ballo, sono rimasti splendidi dipinti sul soffitto e le pareti, ma sono spariti i quadri dalle cornici di stucco, così come nelle stanze sono stati strappati i camini di marmo e le tappezzerie sono a brandelli.



E anche per il pastificio Zanellini spa degli Angeli, quella buona è stata la sesta asta. Si tratta di un’area di 14.220 metri quadrati nel cuore del quartiere, su cui insistono una palazzina con uffici, due magazzini, una centrale termica, la torre molitoria e i locali produttivi. Chiuso dal 2008 dopo il fallimento della società, ad aggiudicarsi i macchinari era stata nel 2010 una cordata turco-romena. La valutazione dell’immobile fatta l’anno successivo dal consulente tecnico del tribunale testimoniava i «maldestri tentativi» di smantellare gli impianti produttivi: per far uscire le macchine vendute, infatti, furono aperte delle brecce nei muri che provocarono il crollo dei solai.

Sottoposto a due successive bonifiche da amianto (ne vennero rimossi 200 quintali corrispondenti a quattro container) e da migliaia di chili di rifiuti inerti, l’ex stabilimento dopo anni di incuria, abbandono, furti di ogni genere e anche un incendio doloso nel 2008 è in un tale stato di degrado che qualsiasi cosa vorrà farne l’acquirente la demolizione sembra scontata.


 

Video del giorno

Elezione del presidente della Repubblica, seconda votazione a Montecitorio: la diretta

La guida allo shopping del Gruppo Gedi