Addio all’ex Ceramica. Cominciata la demolizione

Sono partite le ruspe della società privata partner del Comune in Mantova hub.  Via tutti gli edifici fatiscenti per far posto alla nuova sede dell’istituto Mantegna

MANTOVA. Ruderi dell’ex ceramica addio. Questa mattina, mercoledì 6 dicembre, sono iniziate le demolizioni degli edifici che a Fiera Catena fanno da corona a quell’esempio di archeologia industriale che da decenni segna il degrado di un intero quartiere.

DEMOLIZIONI. Le ruspe faranno piazza pulita di quelle parti che contaminano la vecchia fabbrica, che sarà recuperata e trasformata nella nuova sede dell’istituto scolastico Mantegna. Per dare un’idea di quello che verrà abbattuto basta raggiungere il supermercato Conad e guardare di fronte verso i capannoni in disfacimento che affacciano sul parcheggio antistante il punto vendita. Quelle costruzioni spariranno, così come quelle che sorgono a ridosso dell’ex ceramica. Alla fine resterà solo il corpo centrale dell’impianto industriale risalente ai primi del Novecento e fulcro fino agli anni 50 di una fiorente produzione di laterizi per l’edilizia, da recuperare assieme alle due ciminiere.

Partiti i lavori all'ex Ceramica di Mantova


PRIVATI. Ad occuparsi dei lavori sarà la Vecchia Ceramica srl, di proprietà per il 50% dell’immobiliarista mantovano Lorenzo Arioli e per il resto equamente diviso tra Giuliano e Maria Luisa Bianchi della famiglia di Lubiam. È la società che ha presentato il piano attuativo nel contesto più ampio di Mantova hub e che ha ceduto al Comune l’area e il rudere a scomputo degli oneri di urbanizzazione, affinchè li trasformasse in un scuola. Vecchia Ceramica, dopo aver ripulito la zona dai detriti e realizzato le parti comuni di attraversamento del comparto, procederà al recupero delle case fatiscenti che si trovano in fregio a via Santa Marta, vicolo San Nicolò e via Argine Maestro.

MERCATO. Poi, in base a come andrà il mercato immobiliare, passerà a costruire nuove case, mentre uffici e negozi saranno ricavati nell’edificio accanto al polo scolastico. Tra recupero degli edifici esistenti e nuovi alloggi, il piano prevede un insediamento di duecento abitanti. Gli edifici lungo via Santa Marta e vicolo San Nicolò dovranno mantenere l’altezza esistente; una parte di quelli lungo via San Nicolò e via Argine Maestro potranno al massimo essere ampliati con due piani fuori terra. Vicino alla scuola saranno costruiti nuovi edifici residenziali con un’altezza massima di tre piani.

CONVENZIONE. I lavori per le demolizioni iniziano domani come da convenzione urbanistica sottoscritta dal Comune e si concluderanno entro l’anno; poi cominceranno gli interventi di recupero delle case intorno. Tutto il piano dovrà essere concluso entro settembre 2020.

SCUOLA. Toccherà, invece, al Comune realizzare la scuola, dopo aver ricevuto dalla Vecchia ceramica area ed ex fabbrica, valutate 5 milioni 244mila euro, in cambio dello scomputo delle monetizzazioni delle aree per servizi e del contributo di costruzione (oneri primari, secondari e costo di costruzione) del piano attuativo, quantificati, secondo una prima stima, in 4 milioni 238mila euro (l’accordo prevede che se la somma che spetta al Comune eccederà il valore dell’area, la società verserà la differenza; nel caso, invece, sia inferiore il Comune non dovrà nulla e si andrà pari con l’area).

POLEMICHE. L’amministrazione comunale realizzerà a sue spese la scuola, comprese le relative opere di urbanizzazione. Si chiudono, così, in Comune 19 anni di polemiche politiche. Quasi due decenni durante i quali le varie ipotesi di recupero di Fiera Catena, prima con il nuovo palagiustizia e poi con la cittadella dei servizi, sono state regolarmente affossate.
 

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