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Sciacalli su Facebook. Ora scatta la denuncia

Qualcuno ha creato un falso profilo del marito e pubblicato un post Intanto continua l’ondata di odio verso la donna che ha ucciso i due figli

Francesco Romani
2 minuti di lettura
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SUZZARA-VIADANA. Un dramma orribile all’interno di una tragedia immane. Non solo Andrea Benatti, l’ex campione del Viadana rugby, giovedì ha perso i due figli Lorenzo di 5 anni e Kim di 2 infanticidi della quale è accusata la madre Antonella Barbieri, sofferente psichicamente e che poi ha tentato il suicidio. A questa sciagura che si è abbattuta sulla famiglia viadanese si è aggiunta un’operazione di sciacallaggio.

Orrore a Suzzara, mamma uccide i due bambini di 5 e 2 anni poi tenta il suicidio

Centinaia di messaggi sui social media che hanno preso di mira la donna, malata e che la famiglia stava curando. Un’ondata di odio, incurante del dolore che avrebbe aggiunto a questa disgrazia; sprezzante come solo i leoni da tastiera che si nascondono dietro allo schermo possono partorire. E la famiglia, assieme ad altri gravi problemi da affrontare, ha dovuto far fronte, con l’ausilio delle forze dell’ordine a questa situazione, decidendo di tutelarsi. Non solo.
 

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C’è anche chi, creando un falso profilo Facebook di Andrea, ha provato a sedare gli animi inserendosi fra i commentatori internet e minacciando querele. Ma aggiungendo alla situazione che richiede rispetto per il dolore, altri elementi falsi. Un bailamme nel quale è finito incolpevolmente anche un omonimo Andrea Benatti che ha voluto sfogarsi pubblicamente: «Capisci la falsità. Delle persone dopo che per un caso di omonimia, legato ad un tragico episodio di cronaca, arrivano decine di richieste di amicizie e messaggi pieni di falso buonismo...da persone sconosciute....siete feccia...state zitti che fate più bella figura».

A spiegare i fatti, Stefano Ghelfi che ha sposato la sorella gemella di Andrea, Alessia, nel 2010 un anno prima che lo stesso Andrea, a Reggiolo, convolasse a nozze con Antonella Barbieri.
 

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«Antonella solo recentemente ha mostrato segni che ci hanno indotto preoccupazione – spiega – . Direi fra la metà e fine settembre c’è stato un episodio che ci ha convinto a far intervenire i medici che hanno optato per un ricovero all’ospedale Oglio Po, trattenendola per poterle effettuare una corretta diagnosi clinica». Antonella si era mostrata assente, smarrita segno di un problema a livello mentale e dopo una settimana nell’ospedale casalasco si era deciso un trasferimento a Pieve di Coriano, più vicino a Suzzara, residenza della coppia e dove esiste una équipe psichiatrica.

«Attorno al 10 di ottobre era stata dimessa – prosegue il congiunto – ed è tornata a casa per seguire il protocollo di terapie post ospedaliere che i medici le avevano consigliato». Medici dell’ambulatorio del Centro Psico sociale (Csp) di Suzzara che tenevano monitorata una situazione che pareva dare segnali incoraggianti di miglioramento. Saranno i carabinieri, coordinati dalle Procure di Reggio Emilia (dove è avvenuto presumibilmente l’omicidio del piccolo Lorenzo) e di Mantova, a cercare di fare luce su questa vicenda dai contorni umani pesanti.

Ma dopo il duplice infanticidio, la coda velenosa dei commenti ha investito la famiglia. «Andrea è ancora in uno stato di forte turbamento ed è chiuso nel suo dolore – spiega Ghelfi –. Ma su Facebook sono apparse delle sue dichiarazioni, riprese anche da giornali. In realtà lui non le ha mai fatte perché qualcuno ha creato un falso profilo e con quello ha voluto esprimere opinioni attribuendole ad Andrea. Per questo stamattina (ieri per chi legge ndr) abbiamo sporto denuncia per violazione d’identità. Il profilo Facebook non autorizzato è stato prontamente rimosso, ma resta l’amarezza di questa situazione».


 

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