Mantova, sottopasso di Borgochiesanuova fermo da 15 anni

Il percorso pedonale tra fermata Fs del Fermi e Borgonovo era nel Pru del 2002. L’assessore: abbiamo fatto il progetto, ma i fondi sono bloccati da una causa

MANTOVA. Il sottopasso tra la fermata ferroviaria alle spalle dell’istituto superiore Fermi e il quartiere di Borgonuovo fermato da un contenzioso. Doveva essere una delle opere viarie più importanti figlie del Pru di Borgochiesanuova, risalente agli inizi del decennio scorso.

E invece, a distanza di circa quindici anni, è ancora sulla carta. L’anno scorso l’assessore ai lavori pubblici, Nicola Martinelli, aveva annunciato nel corso di un incontro pubblico organizzato alla fine di novembre dal Club delle Tre età nella propria sede, che l’opera sarebbe stata realizzata, finalmente, nell’arco del 2017. Previsione che, come possiamo constatare, era stata troppo ottimistica.


L’assessore non aveva fatto i conti con i tempi dei contenziosi davanti ai giudici. «È vero - ammette Martinelli, quando gli ricordiamo l’annuncio fatto l’anno scorso nella sede dell’associazione di via Indipendenza - noi non siamo rimasti fermi. Abbiamo dato il via libera in giunta al progetto esecutivo definitivo dell’opera già nel dicembre del 2016. Si tratta di un’infrastruttura del costo di un milione e trecentomila euro che è effettivamente importante per quella zona della periferia sud. Ma è tutto sospeso perché è ancora in corso la causa con l’Unieco per l’escussione della fideiussione. Il tutto, naturalmente, è seguito dal nostro ufficio legale. La vicenda dovrebbe sbloccarsi nei primi mesi del prossimo anno».

L’Unieco, l’ex gigante delle coop edili emiliane oggi affidato a un commissario, era una delle due imprese che si erano aggiudicate i lavori per il Pru del 2002. Per realizzare quel sottopasso si sono mosse, in questi anni, diverse amministrazioni comunali e la Regione, che aveva la titolarità (e la gran parte dei finanziamenti) del piano di riqualificazione urbana del 2002, ha richiamato via Roma sull'adempimento della convenzione.

La passata giunta Sodano, con l'assessore Cavarocchi, aveva dato il via all'escussione della fideiussione (1 milione di euro) di una delle due imprese private coinvolte nel piano, l’Unieco appunto, affrontando anche la contesa con l'impresa emiliana che si era rivolta al tribunale.

«Finché non ci sono dati certi sull'escussione della fideiussione - dice Martinelli - non possiamo dare il via alla realizzazione dell’opera». Nella stessa assemblea venivano sollevati problemi che, per la verità, l’assessorato dei lavori pubblici ha affrontato e risolto, come l’illuminazione dei giardini di via Indipendenza, la riqualificazione di diverse vie di Borgochiesanuova (e via Belgioioso), l’eliminazione della vecchia pompa idraulica in disuso in via Indipendenza.

Resta aperta la questione della rete fognaria che provoca, in occasioni di forti temporali, allagamenti in alcune vie della Cinciana (via Revere ad esempio). «Quello è un problema che verrà risolto con il piano delle acque di Tea - spiega Martinelli - che riguarda l’intera città. Dovrebbe essere pronto nella prima metà del 2018». E domani Martinelli e il suo collega Rebecchi incontreranno il direttivo del Club presieduto da Luciano Tonelli.


 

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