Un altro rinvio per Lagocastello. Il Pm chiede ulteriori indagini

Sotto accusa Sodano, Muto, politici, magistrati e affaristi. Il giudice concede tre mesi di tempo. Da chiarire l’iter di nomina dell’autority dei trasporti e i poteri del presidente del consiglio di Stato

MANTOVA. Il Pm chiede di poter approfondire le indagini e il giudice dice sì. Se poi il magistrato che chiede più tempo si chiama Alberto Galanti, le difese possono esultare. Un altro rinvio per il processo romano di Lagocastello, che vede alla sbarra l’ex sindaco Nicola Sodano, accusato di corruzione e corruzione in atti giudiziari, con l’aggiunta dell’aggravante di aver favorito un’associazione mafiosa, per aver partecipato, secondo i magistrati Claudia Moregola e Paolo Savio che hanno costruito l’inchiesta Pesci, al disegno criminale con il quale il costruttore Antonio Muto voleva far ripartire la lottizzazione con un megacomplesso residenziale con duecento villette e un hotel, nonostante il no del Ministero e i vincoli artistici e ambientali imposti sull’area. In particolare, Sodano come architetto avrebbe progettato per la riperimetrazione di Lagocastello: il pagamento di quel lavoro sarebbe la moneta di scambio che configurerebbe la corruzione.

Nel pc sequestrato a Sodano era stato trovato anche un preventivo da 129mila euro per Muto. La corruzione in atti giudiziari si prefigurerebbe invece nei tentativi di ammorbidire i giudici del Consiglio di Stato che dovevano decidere sul ricorso contro il no alla lottizzazione. Per questo sotto accusa, al fianco di Sodano e Muto, ci sono l’affarista veronese Attilio Fanini, l’ex presidente del Consiglio di Stato Pasquale De Lise, i due ex senatori di Forza Italia Luigi Grillo e Franco Bonferroni e l’ex consigliere comunale di Reggio Emilia Tarcisio Costante Zobbi.


E’ sul filone della corruzione in atti giudiziari che Galanti ha chiesto ulteriori accertamenti. Su due punti in particolare. Il primo riguarda le modalità di nomina dell’autorità dei trasporti. Secondo gli investigatori mantovani, Grillo avrebbe “pagato” la corruzione dell’ex presidente del Consiglio di Stato De Lise con il suo supporto per una nomina nell'Autorithy dei trasporti.

Il gup vuole capire come funziona l’iter: la designazione della rosa dei candidati sarebbe infatti di competenza del governo e poi la decisione spetterebbe al Parlamento.

La missione in ogni caso fallì perché De Lise non ebbe la carica. Il secondo dubbio da chiarire riguarda i reali poteri dell (ex) presidente del Consiglio di Stato. In che modo può influire sui giudici e sull’assegnazione dei procedimenti alle diverse sezioni? I quali, tra l’altro, non sono ancora stati sentiti.

Agganciata alle accuse di corruzione, per Sodano c’è quella di peculato per un viaggio a Roma svolto, secondo i pm, con i soldi del Comune ma nell’interesse di Muto. Quest’ultimo ieri è uscito dagli arresti domiciliari per essere presente in aula. La prossima udienza il 6 aprile.
 

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