Imprenditore scomparso, non si trova il passaporto

Ernesto Valerio con la moglie Giulia Cavicchini

La moglie Giulia: «Forse è solo andato in tilt ed ha voluto staccare da tutto». Dopo il prelievo è tornato e ha lasciato chiavi e card nella cassetta della posta

MANTOVA. Nel pomeriggio di mercoledì 13 dicembre si era diffusa la voce che Ernesto Valerio, 34 anni, imprenditore e dirigente di calcio della Governolese, scomparso da un paio di giorni, fosse ritornato a casa.
Subito la smentita della moglie Giulia Cavicchini, raggiunta al telefono. Giulia ha denunciato la scomparsa del marito nella serata di lunedì 11 dicembre, dopo che l’uomo, padre di Greta, quattro anni, la mattina presto era uscito di casa diretto a due appuntamenti di lavoro a Brescia e Rovereto, dove però non era mai arrivato. Proprio dalla chiamata del cliente di Rovereto alla moglie – che gestisce con Ernesto la Smartidea – per chiedere notizie dell’imprenditore, mai arrivato a destinazione, sono iniziate le ricerche. Già è stato detto che l’auto di Ernesto, una Jeep bianca, è stata ritrovata in piazzale Gramsci, dove l’aveva lasciata il giorno prima. E già è emerso - ci sono i filmati delle telecamere - che Valerio ha compiuto due prelievi bancomat da 500 euro l’uno con la propria carta e con quella della moglie. Ora emergono nuovi particolari. Subito dopo i prelievi sarebbe tornato a casa per lasciare nella cassetta delle lettere le chiavi dell’auto e le due carte di credito. Poi più nulla.

Ma vi siete parlati, era tutto normale la mattina di lunedì?

«Io ero a letto, gli ho chiesto dove andava, l’ho salutato e basta. Non abbiamo parlato molto, ma mi sembrava tutto a posto» risponde Giulia.

Ernesto, dunque, ha lasciato l’auto a casa. Quindi potrebbe aver preso un mezzo di trasporto pubblico o essere salito in auto con qualcuno.

«Quando ha compiuto i prelievi era solo – spiega la moglie – nulla quindi ci fa pensare che ci sia stato un atto di forza o di violenza da parte di qualcuno».

Dagli stessi filmati si vede che Ernesto indossava un giubbino blu con cappuccio e rifiniture arancione, corto in vita, un paio di pantaloni scuri e scarpe sportive scure, oltre ad una cuffia di lana grigia. Inoltre portava in spalla uno zaino abbastanza capiente e probabilmente pieno, di colore verde con fibbie in pelle sulla tasca alta. Altri particolari: ha anelli d’argento piuttosto evidenti e un orecchino sul lobo sinistro. La moglie, cercando tra le sue cose in casa, non ha trovato alcuni indumenti che, quindi, l’uomo potrebbe aver portato con sé. Inoltre sembra non esserci il passaporto. «Visto l’orario potrebbe aver preso il treno delle 6.47 per Milano, ma i carabinieri lo stanno ancora verificando» va avanti Giulia.

Che idea ti sei fatta a questo punto?

«Mio marito è un uomo molto impegnato, oltre al lavoro ha il calcio, l’associazione culturale di Castiglione, ha tanti impegni, troppi. Io penso che lui sia andato in tilt, troppe pressioni, troppe responsabilità. Forse, me lo auguro, ha voluto staccare da tutto e da tutti. Se è così, non è un problema, basta che ci faccia sapere che sta bene» è l’accorato appello di Giulia. Le indagini dei carabinieri sono a 360 gradi. I militari stanno anche controllando la situazione finanziaria di Valerio, sia l’impresa gestita con la moglie, che lei definisce in salute, che le altre attività, calcio e casa editrice.
 

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