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Caso Palazzi, Mentana: «Berlusconi cacci via Longfils»

Anche la Bulbarelli interviene sul consigliere comunale che ha firmato l'esposto contro il sindaco: «Forza Italia sapeva, la questione è politica»

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MANTOVA. «Giuliano Longfils è finito dalle stella alle stalle. È un antesignano del grillismo più forsennato e il suo partito, Forza Italia, fini ad oggi non ha affrontato questo tema, anche se non lo ha mai ignorato». Il consigliere comunale autore dell’esposto contro il sindaco entra nel mirino di Paola Bulbarelli, già candidato sindaco del centrodestra contro Palazzi e capogruppo della civica che porta il suo nome.

Bulbarelli è critica nei confronti degli azzurri. «”Ha fatto tutto lui”, dicono gli amici di Fi - argomenta - ma Longfils fa politica con mezzi giudiziari dai tempi dell’arca di Noè. Alcuni suoi amici di partito conoscevano in anteprima le sue iniziative e si sono comportati come quel tale: “vai avanti tu che a me scappa da ridere “. Poi, a insuccesso conclamato, hanno preso le distanze. E se l’esposto di Longfils fosse stato fondato? In verità la questione Longfils è politica. Servirebbe un personal trainer che gli rivelasse una cosa: non è un liberale ma un grillino».

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Contro Longfils si è scatenato anche il giornalista Enrico Mentana su Facebook. «Silvio Berlusconi avrebbe l'occasione per compiere un gesto politico che sarebbe apprezzato da molti: chiedere l'allontanamento dal partito che ha fondato, Forza Italia, del suo consigliere comunale a Mantova, Longfils - scrive - Siccome Berlusconi conosce da vittima l'uso della questione morale per fini politici - su quelli giudiziari la partita è ancora aperta - e la sguaiatezza di chi ci voyeurizza attorno, ha l'occasione per dimostrare che il suo conclamato garantismo non emerge solo quando lo riguarda direttamente».

Tornando alla Bulbarelli, la capogruppo spiega che «quando Palazzi incappò nella vicenda fui impressionata dal frastuono mediatico colpevolista. Auspicai identico frastuono qualora Palazzi fosse uscito scagionato. I fatti mi hanno accontentata. Sarebbe fatto onore alla civiltà se questo “precedente“ si ripetesse sempre». E aggiunge sui contributi alle associazioni (in generale): «Sarebbe il caso che fosse la politica anziché la magistratura a occuparsi di un fenomeno diffuso, spesso esempio di malcostume e allegra gestione del denaro dei contribuenti. I contributi qualcuno se li merita. Altri, soprattutto quelli che prendono soldi in cambio di voti, andrebbero trattati diversamente».

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