In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

A scuola durante le vacanze natalizie: poche le iscrizioni

Risposta timida al servizio offerto all’asilo e alle elementari. L’assessore: «Lo riproporremo ma con alcune variazioni»

di Nicola Corradini
2 minuti di lettura

MANTOVA. A scuola anche durante le vacanze. Un servizio pensato per le famiglie che hanno bimbi piccoli e che, con i genitori impegnati al lavoro, incontrano difficoltà nella custodia dei figli nella lunga pausa di fine anno, quando asili, materne ed elementari sono chiuse.

Un servizio utile, che però non ha ottenuto i riscontri attesi. Poche iscrizioni, alcune ritirate dopo pochi giorni, iniziative interrotte in un’elementare per il mancato raggiungimento della soglia minima per giustificare la presenza di operatori specializzati nella gestione dei “doposcuola”. Non serve? Bastano i nonni?

Oppure c’è qualcosa che non funziona nel modo in cui il servizio è stato organizzato?

Quest’ultima ipotesi è quella sostenuta dallo stesso assessore all’istruzione (e preside di professione) Marianna Pavesi. «In effetti quest’anno non c’è stata una grande risposta da parte delle famiglie - ammette la Pavesi - ma ritengo che vi sia una fascia di utenza che, invece, non può contare sui nonni o su altre figure e che avrebbe bisogno di un servizio di custodia nei giorni compresi tra Santo Stefano e Capodanno fino al 5 gennaio. Ci rifletteremo e cercheremo di capire come organizzarlo il prossimo anno».

L’apertura delle scuole nei giorni feriali delle vacanze di fine anno (ma anche in quelle di Pasqua) erano state introdotte come sperimentazione fin dai tempi della giunta Sodano, con l’assessore Espedito Rose. Un tentativo limitato ai nido comunali che aveva dato risposte soddisfacenti. La Pavesi ha rilanciato il progetto allargando progressivamente le scuole interessate avvalendosi anche della collaborazione dei genitori in alcune scuole. Come, ad esempio, alle elementari del Comprensivo Mantova 2 dove il comitato dei genitori per il secondo anno consecutivo ha organizzato il servizio. L’anno scorso, all’esordio, i numeri erano stati confortanti. Ma quest’anno le cose sono andate diversamente.

«Per i tre giorni di questa settimana abbiamo una decina di bambini - spiega Vanna Segala del comitato genitori - ma per i tre giorni che avevamo previsto per la prossima settima ci sono state parecchie defezioni. Abbiamo perciò dovuto indirizzare i pochi bambini rimasti alla Pomponazzo, dove c’è un analogo servizio. Non so cosa sia accaduto e siamo convinti che sia un servizio utile, soprattutto per le fasce d'età di nido, materne ed elementari. Forse è necessario offrire un servizio più ampio e forse le famiglie sono più restie di un tempo nello spendere anche cifre abbordabili». Il costo era di 10 euro al giorno.

La Pavesi spiega che il servizio scuole aperte è stato organizzato nei nidi Chaplin (fino alle 16 o alle 18) e al Kelder (dietro al Duomo) per le famiglie che avevano richiesto il prolungamento pomeridiano (fino alle 18) per tutti i giorni lavorativi delle vacanze. Alle materne non è scattato «perché non sono arrivate richieste».

L’altro servizio, quello che vede capofila l’elementare Pomponazzo del comprensivo Levi, è inserito nel progetto Campus Eugenio, organizzato da alcune aziende per i figli dei propri dipendenti. Un servizio gratuito e con orari prolungati. Era ovviamente possibile iscrivere anche bimbi che non avevano genitori dipendenti delle aziende interessate, a seconda delle disponibilità di posti rimasti.

Per i quattro ragazzini del Comprensivo 2 i posti c’erano. «Ma la richiesta non è così forte - dice la Pavesi - faremo un sondaggio per capire le reali esigenze delle famiglie».


 

I commenti dei lettori