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Occasione storica per il centrodestra: en plein a Mantova

I collegi uninominali favoriscono Forza Italia e Carroccio. Ma per ora non ci sono aspiranti parlamentari azzurri

Nicola Corradini
1 minuto di lettura

MANTOVA. Le elezioni politiche del 4 marzo potrebbero essere storiche per il centrodestra mantovano. Per la prima volta nella storia, questa coalizione potrebbe fare il pieno, grazie alla nuova legge elettorale e alla conformazione dei collegi.

Insomma, nei collegi dell’uninominale (due alla Camera e quello del Senato) il centrodestra, e segnatamente Forza Italia e Lega Nord che si stanno suddividendo a livello nazionale queste candidature assieme agli alleati, sono secondo i sondaggi nelle condizioni di mandare a Roma due deputati e il senatore.

Oltre, naturalmente, incamerare consensi sufficienti per promuovere in Parlamento qualcuno dei candidati nella lista proporzionale. Paradossalmente, il collegio a più elevata possibilità di vittoria è quello uninominale di Suzzara, vale a dire la roccaforte storica della sinistra e, in particolare, del Pci un tempo e del Pd oggi, Il motivo è semplice: quella fetta di provincia sotto il corso del fiume Po è inserita in un collegio elettorale che comprende il Casalasco e una bella fetta di Bassa Bresciana.

Se nel Pd questa situazione ha già provocato l’allarme rosso, all’interno del quartier generale mantovano del partito di Silvio Berlusconi ha sì creato una certa euforia ma, incredibilmente, questo opportunità storica non ha ancora messo in azione i meccanismi di selezione delle candidature. Possibile che non vi siano aspiranti candidati in movimento? Uno, per la verità, c’è: l’ex sindaco Nicola Sodano. È l’unico esponente azzurro ad aver tentato di accreditarsi in modo semiufficiale per una candidatura incontrando il coordinatore regionale, Maria Stella Gelmini, nel novembre scorso. Nelle geografie interne di Forza Italia l’ex sindaco è storicamente legato a Mario Mantovani e non alla Gelmini, punto di riferimento della coordinatrice provinciale e consigliere regionale uscente (e probabile candidata), Anna Lisa Baroni.

C’è chi prevede uno scenario con un ticket Baroni-Sodano o alle regionali.

Già, le regionali. E le politiche? Mistero, nessuna decisione e nessun nome. Nemmeno nei corridoi. Certo, si accennano ipotesi come il capogruppo in Comune, Pier Luigi Baschieri , o l’ex sindaco di Moglia, Claudio Bavutti. Si osserva che gli esponenti forti dell’Alto Mantovano, come Franco Nodari o addirittura il distante Enzo Lucchini, si aspettino riconoscimenti per la zona del Castiglionese. L’unico nome che viene accennato, nei rumors, è quello di un leghista: Andrea Dara per il collegio di Mantova e Alto Mantovano.

Ma la verità è che i nomi per l’uninominale, se toccassero a Fi, li deciderebbe lo stesso Silvio Berlusconi. Si dice che la settimana che si apre sarà decisiva. Giusto in tempo per il grande evento (istituzionale e senza simboli di partito) che la Baroni sta organizzando per il 12 e 13 a Palazzo Ducale. Una due giorni di confronti denominata #ideeperMantova a cui prenderanno parte assessori regionali (Fava, Capellini), la Gelmini e, forse, il governatore uscente Maroni.
 

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