Incidente di Ospitaletto: una catena umana spontanea per liberare i 31 intrappolati

Il conducente del pullman che seguiva il mezzo finito nel fosso si è gettato in acqua e ha aperto la porta. I passanti hanno soccorso gli alunni in lacrime: erano intirizziti e sotto choc

CASTELLUCCHIO (Ospitaletto). Una catena umana. Di solidarietà spontanea fra persone che non si conoscono. Quando il bus della corsa scolastica dell’Apam con una trentina di bimbi a bordo fra i 6 ed i 12 anni è finito nel fosso, nessuno delle persone che transitava in quel momento sulla provinciale Cremonese ci ha pensato un attimo. Il guidatore dell’autobus di linea Apam che seguiva il collega è stato il primo ad accorrere.

Essendo a poca distanza, ha capito subito di cosa si trattava: «L’ho visto piegare verso la sua destra, mettere le ruote sul ciglio e poi finire nel fosso senza dare nemmeno un colpo di freno». Una dinamica improvvisa, che ha colto tutti di sorpresa, ma che ha fatto scattare la gara di aiuti. Fermato il suo mezzo e messe le quattro frecce, l’autista, AlessioCattani, 40 anni, si è precipitato nel fosso dove il bus si era adagiato. Ha aperto la portiera di guida per sincerarsi delle condizioni dei feriti. «Ho visto che si potevano tirare fuori i bimbi e mi sono dato da fare». L’aiuto è venuto dagli automobilisti che si sono fermati spontaneamente. Formando una catena umana, uno alla volta sono stati estratti dall’abitacolo 29 bimbi.

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Ed è scattata una nuova catena. «Molti piangevano, altri erano insanguinati – spiega ad esempio Camilla Ferrari, che si è fermata con altri a prestare soccorso –. C’era un bambino intirizzito che tremava dal freddo, mi sono cavata il mio giubbotto e gliel’ho messo sulle spalle». Man mano che arrivavano altri adulti, diverse mamme sono state vicini ai bimbi, hanno cercato di consolarli, hanno chiamato genitori e parenti che nel frattempo, man mano che venivano avvertiti, sono arrivati sul posto.

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Quando sono arrivate le prime ambulanze a distribuire le coperte termiche, il servizio di emergenza del 118 era già pienamente conscio della situazione. Allertando la fase di emergenza ha inviato sul posto due medici e due figure di supporto: un direttore dei trasporti, che ha coordinato il via vai di ambulanze dagli ospedali ed un direttore del triage, che ha invece sovrinteso ad indirizzare i vari feriti alla propria destinazione: eliambulanza nei due casi più gravi, ambulanza o accertamenti medici sul posto organizzati attraverso il bus Apam rimasto fermo sul posto, sette ambulanze pronte ad intervenire e 4 automediche.

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Intrappolati all’interno del bus solo due feriti: l’autista Paride Mossini, 53 anni che è stato portato in eliambulanza all’ospedale Borgo Trento di Verona in stato di choc e con diverse contusioni, e la piccola Irene Rossi, che in elicottero è invece andata agli Spedali civili di Brescia per un trauma cranico. Per entrambi si tratta di ricoveri urgenti di carattere precauzionale. Il freddo ed il vento hanno fatto intervenire il sindaco di Marcaria, Carlo Alberto Malatesta che ha ottenuto dalla residente dell’abitazione dove è accaduto l’incidente, Marina Paltrinieri, di ospitare in casa bimbi e genitori. Offerta poi superata dalla creazione del triage sul posto.
 

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