Mantova, quattro soci per Palazzo Cavriani: ecco chi sono i nuovi proprietari

I nuovi proprietari sono due produttori di meloni di Rodigo, un costruttore di Ceresara e un geometra di Porto Mantovano: «Siamo amici e l'idea ci è venuta davanti a un caffè, riporteremo la dimora all’antico splendore»

MANTOVA. L’hanno chiamata Ethos ispirandosi al significato in origine del termine greco: «Un posto da vivere». È il nome della srl creata ad hoc da quattro amici, giovani imprenditori mantovani, per buttarsi in un’avventura di quelle non da poco e non da tutti: acquistare Palazzo Cavriani.

Si tratta dei cugini Daniele e Mauro Francescon, dell’omonima azienda ortofrutticola di Rodigo, del costruttore di Ceresara Stefano Morbio e del geometra Matteo Bacchi di Porto Mantovano che il 29 novembre scorso si sono aggiudicati all’asta la storica dimora di via Trento per un milione e 713mila euro.



Riusciti a tenere la notizia riservata per due mesi, hanno accettato di raccontarci la prima parte di questa bella storia che li vedrà riportare affreschi, marmi e statue al loro antico splendore. Racconta Daniele Francescon che «l’idea è nata così, davanti a un caffè»: «Con Stefano Morbio ci conosciamo da anni ed è stato lui a presentarci Bacchi, suo amico di famiglia. Un giorno parlando siamo finiti su Palazzo Cavriani che era all’asta e poteva essere un’opportunità, così abbiamo deciso di aspettare che la cifra fosse proponibile per fare la nostra offerta».

Francescon, che di Ethos risulta amministratore unico e socio al 25%, ricorda bene la prima visita in via Trento con i funzionari di Sovemo: «Nonostante la sporcizia e lo stato di abbandono, quelle scalinate di marmo, quegli affreschi del ’700 sono unici, meravigliosi».

E per dare l’idea della maestosità dell’edificio ama citare una frase in dialetto trovata in un libro sulle dimore storiche scovato tra i banchi di un mercatino d’antiquariato in città: «Ci sono tanti giorni in un anno quante finestre ha palazzo Cavriani: non saranno proprio 365 ma sono tante. E c’è anche il giardino al di là della strada con statue di pregio e una ghiacciaia che andranno recuperate come il resto: vogliamo riportare tutto al suo splendore, tale e quale».



Al momento Francescon non si sbilancia in stime sull’ammontare del restauro («serviranno parecchi soldi, d’altronde non è una casa come tante») come resta per ora top secret cosa diventerà Palazzo Cavriani dopo l’intervento. «Insieme alla Sovrintendenza stiamo valutando diverse opzioni - aggiunge Daniele Francescon - posso solo dire che l’iter burocratico per l’acquisizione definitiva non sarà breve, quindi avremo il tempo per chiarirci le idee e su come restaurare tutto rispettandone il valore e la peculiarità». La scelta stessa del nome Ethos per la srl (che vede i quattro imprenditori soci al 25%con un capitale sociale di 20mila euro) fa pensare comunque a residenze (albergo o appartamenti di lusso?) e porta ad escludere si tratti di un investimento speculativo, fatto per rivendere subito il palazzo appena acquistato.

Gli chiediamo allora se un’impresa simile gli ha tolto qualche ora di sonno: «Direi di no - ride - sono molto felice e spero di esserlo ancora di più quanto lo avremo ristrutturato. Nella mia famiglia Cavriani è un nome che ritorna: io e mio cugino Mauro ci siamo entrambi sposati a villa Cavriani di Roncoferraro».

Come se fosse un po’ scritto nel loro destino.


 

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