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La Martelli rinuncia alla candidatura alle politiche

La deputata di Liberi e Uguali: «Non voglio essere parlamentare». Ma conferma le sue proposte: Sali e Monfrini

di Nicola Corradini
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MANTOVA. «La mia volontà è quella di non essere più parlamentare, e chi ha vissuto con me questo tratto di strada lo sa. Ho coltivato questo desiderio dubitando, cedendo, cadendo ma questo è. Questa è la mia ultima decisione. Ci sono fasi nella vita dove bisogna “sottrarsi” e “farsi meno”: non ci si deve accontentare». Giovanna Martelli, parlamentare mantovana eletta originariamente con il Pd (era una renziana inossidabile, una delle prime a Mantova) e poi approdata, dopo una serie di passaggi, a Liberi e uguali (tramite Mdp), scrive un’articolata lettera, con molti riferimenti al vissuto personale, per precisare che non ha intenzione di candidarsi alle prossime elezioni politiche. «Accontentarsi è ingiusto nei confronti di chi fatica tutti i giorni per avere il minimo - dice la Martelli, in un passaggio amaro del testo - Per me, che ho avuto il massimo, accontentarsi è rinunciare all’idea di cambiare in meglio questo nostro Paese».

La Martelli è stata criticata nel corso dell’assemblea dei delegati regionali della formazione che candida Pietro Grasso alla presidenza del consiglio per aver proposto, senza prima consultarsi con gli altri aderenti mantovani, la candidatura di due esponenti alle prossime elezioni: Maurizio Sali e Gloria Monfrini. In particolare viene contestata la circostanza che la parlamentare non abbia partecipato all’incontro sull’argomento svoltosi a Mantova. Anche se non fa esplicito riferimento all’episodio, la Martelli parla della questione delle candidature e, più in generale, ai rapporti con l’articolazione locale del nuovo soggetto politico, in un passaggio della nota inviata alla Gazzetta di Mantova.

«Non rinuncerò per questo alla battaglia sulle candidature - si legge - Non accetterò mai un sistema che esclude le persone solo perché non hanno partecipato ad un’assemblea o perché sono arrivate dopo, o peggio ancora perché hanno fatto una strada diversa».

La Martelli nega di essere interessata a negoziare, nell’ambito dei vertici nazionali del movimento, una candidatura in qualche collegio, magari con il proporzionale.

«Le nostre sono candidature di servizio - dice la deputata - e nessuno, me compresa, “tratta per se a Roma”. Tutti quelli che in questo momento si occupano della composizione delle liste, possono testimoniare che da me non è arrivata una richiesta per avere la posizione sicura in qualche listino proporzionale».

La parlamentare, tuttavia, conclude la nota lasciando comunque aperta la porta a proposte di candidatura, pur ponendo una condizione: Proseguiremo il nostro progetto di “Mantova Progressista”, non ci arrenderemo e da pochi possiamo anche diventare tanti. Noi speriamo che ci candidino nei collegi dove la destra e il populismo hanno il 70% del consenso. Non per vincere ma per poter dire che un’altra politica è possibile».
 

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