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Mantova e il toto-candidati: Forattini in Regione, sugli altri nomi tensione nel Pd

Nel Pd niente accordo in segreteria provinciale: nuova riunione questa sera. Per le politiche si va verso sette indicazioni a Roma, ma senza graduatoria

di Sandro Mortari
2 minuti di lettura

MANTOVA. Prime manovre di candidature, in segreteria provinciale, in vista dell’assemblea provinciale di domenica mattina 21 gennaio che dovrà dire l’ultima parola sui candidati alle politiche e sui quattro che cercheranno un posto nel consiglio regionale. Ed è proprio su questa partita, l’unica che può essere giocata a Mantova, che si registrano le maggiori tensioni tra i dem. Tant’è che prima di arrivare al voto di domenica la segreteria si riunirà anche questa sera gioevdì 18 gennaio, e forse pure domani, 19 gennaio, per formulare una proposta condivisa. I problemi, infatti, sono anche sulle candidature alle politiche, la cui vicenda è ancora da considerarsi aperta con sette nomi, che potrebbero salire a otto per accontentare qualche escluso dalle regionali, da indicare a Roma.

Intanto, la segretaria provinciale Antonella Forattini ha sciolto le riserve e ha deciso di candidarsi per le regionali. «È stata una scelta dettata sia dalle valutazioni personali che soprattutto dalle richieste venute dal territorio, espresse da amministratori e iscritti, che hanno apprezzato il mio lavoro fatto in quattro anni difficili e intensi. In Regione è il momento di cambiare e con il nostro candidato governatore Gori c’è questa possibilità».

La sua candidatura, se da un lato mette d’accordo tutti come espressione dell’unità del partito, dall’altra apre crepe sulla rappresentatività territoriale. In pratica, essendo lei del Basso Mantovano (Gonzaga), la sua candidatura metterebbe in discussone quella del sindaco di Pegognaga Dimitri Melli, uscito bene dalle consultazioni.

E se non ci possono essere due candidati della bassa non possono essercene due di Mantova, e cioè il consigliere regionale uscente Marco Carra e Paola Cortese, sostenuta da Sinistradem (attenzione a Melli, ben visto dalla città). Tra oggi e domani la segreteria dovrà sciogliere il nodo e decidere se accontentare o meno tutte le zone del Mantovano. Se così fosse, con la Forattini a rappresentare la bassa, ci sarebbero l’assessore di Solferino Castelletti per l’Alto Mantovano, Carra per Mantova e Federici per l’Oglio Po.

Carra, però, uscito non benissimo dalle consultazioni, da una parte si dice ancora in pista, ma dall’altra sta ancora riflettendo sul da farsi. «Comunque - assicura - sul mio futuro decido io». Saltasse il consigliere uscente, si rimescolerebbero le carte, con Federici che potrebbe diventare l’ottavo dei candidati «segnalati» per le politiche, la segretaria del circolo di Canneto Doro che come Sinistradem verrebbe candidata per l’Asolano-Alto Mantovano (con l’incognita, sempre per Sinistradem, della ex sindaco di Pieve Besutti). Sul fronte delle politiche, come sostiene la stessa Forattini, «non abbiamo ancora concluso e nelle indicazioni terremo conto delle consultazioni fatte».

I nomi che verranno indicati al nazionale sono sette: Carra, deputato uscente, la Zaltieri, consigliere provinciale, la Bonetti, della segreteria nazionale del partito, il deputato uscente Colaninno, il vicesindaco di Mantova Buvoli, il vicesegretario provinciale Trazzi e il presidente di Apam Trevenzoli. L’idea sarebbe quella di fare i sette nomi senza una graduatoria, cosa che non andrebbe giù a quelli che hanno avuto maggiori indicazioni dagli iscritti, e cioè Carra, Zaltieri, Bonetti, Trazzi e Buvoli.
 

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