Nodari traccia il primo bilancio: «Partito il rilancio di Indecast»

Castiglione. L’amministratore unico: «Razionalizzazione della spesa e nessun licenziamento». Appello ai cittadini per una maggiore attenzione sul fronte della raccolta differenziata

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. L'amministratore unico di Indecast Franco Nodari fa il punto della situazione dopo i primi mesi di guida della municipalizzata. «L'operazione di rilancio è partita. Abbiamo iniziato con una razionalizzazione della spesa, facendo economie là dove si poteva e si doveva fare», ricorda Nodari che aggiunge.

«Non abbiamo licenziato e non vogliamo farlo; anzi, abbiamo riportato all'interno la gestione della piazzola ecologia, affidata prima ad una cooperativa esterna. Questo comporta due pomeriggi di chiusura (il martedì e il giovedì), mentre tutti gli altri giorni, sabato compreso, la piazzola è aperta dalle 8.30 alle 11.50 e 14.30 alle 17.50. Credo che i castiglionesi abbiamo ampi margini per recarvisi».


Sul fronte della raccolta differenziata Nodari lancia un appello. «Chiedo ai miei concittadini maggior attenzione. Siamo partiti bene, ma in questi anni l'attenzione è venuta meno. L'indifferenziato è un costo elevato». Nodari ricorda che smaltire l'indifferenziato costa 170 euro alla tonnellata (45 euro in più dello scorso anno) mentre dai rifiuti differenziati Indecast può incassare e non spendere. «Chiedo attenzione perché questo porta vantaggi a tutti. Produrre indifferenziato è un costo che si riversa sulla collettività».

Stesso appello Nodari lo lancia sull'abbandono. «Ogni giorno c'è un camioncino con un operaio che gira il paese e le frazioni a raccogliere i rifiuti abbandonati. E' un costo doppio, quello della persona e quello dell'indifferenziato che viene abbandonato. Spero in una maggior attenzione e sensibilità». Sul fronte invece della questione Pfas, vicenda che portò mesi fa allo stop dell'impianto di depurazione dei reflui delle discariche, Nodari ricorda prima di tutto che «Indecast non è un'azienda che inquina. I dati parlano chiaro e sono relative ai monitoraggi di dicembre 2017. Non c'è presenza di Pfas nelle acque di superficie, nei terreni e neppure nelle falde. I risultati delle analisi confermano dunque che Indecast non inquina e che la situazione è tranquilla. Basta allarmismi e basta spaventare le persone».

Sulla riconversione dell'impianto Nodari ricorda che «grazie anche alla mia esperienza nel settore, siamo riusciti ad avere nuovi clienti e al momento stiamo lavorando circa 2 mila tonnellate al mese di scarti agroalimentari. Puntiamo nel 2018 ad arrivare a 35-40mila tonnellate annue per essere tranquilli e tornare a un buon livello di incassi. L'investimento sull'impianto è dell'ordine di 350mila euro e ci permetterà di lavorare questi prodotti, che non contengono Pfas, in modo tranquillo».

Nodari chiude ricordando che «la situazione di cassa non è delle migliori per le scelte fatte in passato; abbiamo acceso un mutuo per far fronte a questa emergenza, ma stiamo lavorando bene e speriamo di non dover mettere mano in modo pesante alla Tari».

Luca Cremonesi
 

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